Il racconto dei racconti di Matteo Garrone

La recensione del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone

Andare al cinema con delle aspettative e vedersele restituite con gli interessi. Non succede spesso, ultimamente, ma Matteo Garrone è ormai una piacevole conferma del buon cinema italiano nel mondo.

Il racconto dei racconti trae origine dal libro Il cunto de li cunti di Giambattista Basile, raccolta di cinquanta favole raccontate sul modello boccaccesco che, al contrario dei racconti di Boccaccio, portano la narrazione su temi fantastici e favolistici, pur essendo destinate anche loro ad un pubblico adulto.
La più famosa di queste, la Gatta Cenerentola, ha ispirato la favola di Perrault ed è un classico del teatro Partenopeo (tra poco ne vedremo una versione attualizzata ai tempi nostri in un film di animazione di Alessandro Rak).

Qui la prima nota: non portate i bambini a vederlo perché non credo sia un film adatto all’infanzia. Violento, a tratti misogino, crudele come le vere favole non edulcorate dalla Disney: Il racconto dei racconti è una pellicola che può disturbare lo spettatore.

Delle cinquanta favole, Matteo Garrone ne ha scelte tre: La regina, La pulce e Le due vecchie. Tre favole ambientate in tre castelli, con tre sovrani le cui storie vengono fatte incrociare come in un unico, grande, racconto corale.
Una regina che soffre dell’impossibilità di diventare madre, tanto da accettare qualsiasi cosa pur di mettere al mondo un figlio; un re lussurioso che cade vittima del tranello di due vecchie sorelle; un re che passa il tempo a nutrire una pulce e a trascurare i bisogni di sua figlia. In mezzo a tutto questo: draghi d’acqua, pulci giganti, orchi, streghe e pipistrelli.

Un cast internazionale per Il racconto dei racconti

L’ambientazione cara a chi ama il fantasy c’è tutta: dai meravigliosi costumi agli effetti speciali, passando per i grandi panorami e i suggestivi castelli.
Non manca nemmeno un cast stellare che comprende, tra gli altri, una splendida Salma Hayek e i bravissimi Vincent Cassel e Toby Jones.

La cosa bella di tutto questo è come il cast e la produzione siano al servizio di un prodotto completamente ed orgogliosamente italiano.
Interamente ambientato in Italia, tra Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia, con un team tecnico italiano che ha curato anche gli effetti speciali realizzandoli senza computer grafica, ma con quella meravigliosa artigianalità da degni eredi di Carlo Rambaldi, Il racconto dei racconti è in primis una gioia per gli occhi. Vistoso, eccessivo, onirico come spesso sono i film di Matteo Garrone, è una continua dotta citazione pittorica che richiama nelle immagini Goya, Velasquez e persino i preraffaelliti inglesi dell’800.

Il racconto dei racconti cerca un punto di incontro quanto mai arduo tra il cinema d’autore e quello destinato al grande pubblico, rimettendo al centro del film quello che in genere dovrebbe già essere al centro: un’ottima sceneggiatura, un team tecnico e artistico perfetto e tanta tanta passione.



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Lino Vitucci

Medico. Appassionato di Cinema d’Autore, Musica e Politica (lettere maiuscole d’obbligo).

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