Gli amanti passeggeri di Pedro Almodóvar

gli amanti passeggeri

Con Javier Cámara, Raúl Arévalo, Carlos Areces, Lola Dueñas, Cecilia Roth, Hugo Silva, Blanca Suárez, Paz Vega e la partecipazione straordinaria di Penélope Cruz e Antonio Banderas.

Almodóvar ci ha abituati negli ultimi anni a film dal sapore nettamente più drammatico, rispetto alla prima produzione, e ad una perfezione narrativa e registica che rasentava (e purtroppo ha superato, a mio avviso, negli ultimi due episodi) la freddezza e il distacco emotivo con lo spettatore.

L’annuncio di un ritorno al passato – alla commedia dissacrante, eccessiva, colorata, recuperando la prima produzione del regista spagnolo – era stato accolto, penso da tutti, con somma gioia.

Gli amanti passeggeri effettivamente perde quella patina cupa e quell’algidità degli ultimi film e si viene subito catapultati in una esplosione di vivacità e colori, con personaggi e temi tipici almodovariani: l’omosessualità dichiarata (e ostentata), il sesso, i rapporti morbosi, le truffe, i triangoli amorosi; tutto sale su questo aereo in attesa di un atterraggio di emergenza.

gli amanti passeggeriPurtroppo c’è da dire che questa volta, con la ricerca di leggerezza, forse il regista si è fatto prendere un po’ la mano, indugiando spesso in maniera molto superficiale su storie e personaggi; e il volo incompiuto diventa, ahinoi, metafora di un film incompiuto.

Quello che ci viene raccontato risulta purtroppo caotico e mal approfondito e, seppure diverse battute strappano sorrisi e il balletto degli steward sicuramente rimane uno dei momenti più felici del film, per il resto tutto si esaurisce a boccaccesche scene di riferimenti sessuali più o meno espliciti, a un florilegio di battute di dubbio gusto.

I personaggi figurano come bassorilievi su uno sfondo sfocato e confuso, e tutto sembra più che altro un giochino fatto per distrarre, divertire sul momento, ma sicuramente, a distanza, ben poco resta del film.

Manca totalmente una evoluzione, un percorso, un qualcosa che vada oltre le battute e si ha la sensazione che, ad aereo atterrato, i piccoli cambiamenti che possono essere capitati ai vari personaggi siano ben poca cosa.

Anche i riferimenti alla crisi, agli scandali sessuali e bancari: tutto detto senza grande approfondimento e incisività.

Gli amanti passeggeri rimane un film sospeso tra quella voglia di leggerezza e la delusione per una trama non completamente risolta e approfondita.
Peccato.



Lino Vitucci

Medico. Appassionato di Cinema d’Autore, Musica e Politica (lettere maiuscole d’obbligo).

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