To Rome With Love di Woody Allen

To Rome With Love è un film che va visto nonostante la spocchia della critica che entra in sala con il giudizio già scritto.

To Rome with loveAllen va visto, sempre, e possibilmente andrebbe visto senza preconcetti, senza luoghi comuni, prendendo ogni suo film come una nuova occasione del suo viaggio attraverso l’umanità.

Non tutti sono riusciti perfettamente e colpa è da dare anche all’eccessiva produzione.

Nuova tappa del tour europeo, To Rome With Love è un film complesso, articolato, ricco. Un film che omaggia la città eterna, omaggia il Cinema italiano e le sue maestranze ed è uno dei film più affascinanti, a mio avviso, di Woody Allen.

Quattro episodi, quattro piccole storie che si intrecciano in una Roma da cartolina ma meravigliosa, calda in una fotografia affascinante, quattro storie che parlano italiano più di quanto i film precendenti parlassero spagnolo e francese.

Con uno stile onirico, spesso surreale, giocando su nonsense ed eccessi, Allen ci regala uno dei suoi film più visionari e ricchi, quasi felliniano in alcuni momenti; forse anche troppo ricco.

Roberto Benigni e Woody AllenI punti deboli risiedono in primis sul doppiaggio: in un film che gioca sul bilinguismo italiano e inglese, l’appiattimento del doppiaggio indebolisce molte scene.

Altro punto debole è forse una ridondanza eccessiva nella narrazione, come nell’episodio di Benigni, un po’ troppo lungo rispetto alla storia.

Con un cast importante persino nelle comparse, ci racconta un film sulla coppia, sulla psicologia dell’uomo, ci regala nuove riflessioni sulla vita e sulla morte (che bello rivedere Woody attore e un applauso a Leo Gullotta, nuovo doppiatore eccezionale), sul potere, sul successo, sull’apparire e sul mondo dello spettacolo.

To Rome With Love è essenzialmente un racconto sulla fragilità dell’uomo davanti al successo e al potere.

Woody Allen e Penélope CruzAttraverso un Benigni formidabile – uomo comune improvvisamente e inspiegabilmente diventato famoso con i telegiornali interessati alla sua colazione o al suo modo di farsi la barba (meravigliosa la scena finale dell’episodio in via Veneto) – ci racconta le semplici e impreparate vite travolte dal profumo del successo e deboli davanti alle tentazioni (con una Penélope Cruz intensa e affascinante), della sprovvedutezza sentimentale di giovani davanti al fascino di una star. Fino all’episodio in cui Allen è protagonista, il più assurdo e metaforico: un produttore teatrale in pensione scopre un cantante lirico che riesce a cantare solo sotto la doccia e lo convince a realizzare una versione de I Pagliacci tutta cantata sotto una doccia. Episodio surreale, quasi nonsense, ma quantomai esilarante (specie nelle battute di Woody) e che contiene riferimenti ironici e autoironici del regista sul suo rapporto con la critica.

Ed è sulla critica che voglio terminare anche io.

To Rome With Love è un bel film, ben realizzato, con una buona dose di onirismo, un film che va visto nonostante la spocchia, solita e prevenuta, della critica che entra in sala con il giudizio già scritto.



Lino Vitucci

Medico. Appassionato di Cinema d’Autore, Musica e Politica (lettere maiuscole d’obbligo).

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