Il suono del buon vino

Riconoscere buon vino dal tappo di sughero

L’Italia è conosciuta nel mondo per la sua storia millenaria, per il suo buon cibo e ovviamente per i suoi vini pregiati. Può essere vero che non a tutti piace il vino, ma è pur vero che nella nostra penisola le persone crescono assieme alla cultura della buona tavola, e tutti o quasi sanno più o meno riconoscere un buon vino, soprattutto se paragonati ai cittadini di altri paesi dove questa tradizione manca.

Pensiamo ad esempio a come vi comportate davanti ad un calice di buon rosso, all’inizio ne osservate il colore, lo muovete un poco per saggiarne la consistenza e la corposità e infine, solitamente, lo annusate. Tutto vero, ma non basta. Oltre alla vista e all’olfatto, sembra esserci un altro senso che influisce sulla percezione della qualità di una bottiglia, cioè l’udito.

Nel momento in cui si stappa una bottiglia, il suono prodotto dal tappo ci dà degli input che noi, più o meno consapevolmente, associamo alla qualità di ciò che stiamo per bere. Uno studio condotto dai ricercatori della Oxford University avrebbe confermato che se si utilizzano tappi di sughero la percezione dell’alimento migliora notevolmente, per via del suono, della presentazione e probabilmente anche per l’odore emanato dal legno in questione.

In Italia, è la Sardegna a produrre un terzo del totale italiano di questo legno che, seppur presente in tutta l’isola, si concentra in particolare nella Gallura e nelle regioni circostanti, nel Sulcis-Iglesiente, nell’Arburese, e nell’altopiano della Giara. La sughera è utilizzata da tempo immemore per vari scopi e in alcune parti della Sardegna sono presenti esemplari così maestosi da essere considerati dei veri e propri monumenti vegetali, che richiamano sempre più turisti, che si trovano sempre più spesso intenti a visitare le sugherete tanto in bici quanto in auto, girovagando nei pressi del Monte Limbara dove lo spettacolo di questi alberi si estende a perdita d’occhio. Presso l’assessorato dello sport e del turismo del comune di Calangianus è possibile addirittura trovare degli itinerari già pronti per chi volesse scoprire questa bellissima zona.

Sebbene questo tipo di coltivazione sia oggi in pericolo a causa della concorrenza dei tappi di plastica o a vite, i vini più pregiati continuano a preferire i tappi di sughero per il loro naturale aroma e la loro maggiore eleganza. I migliori vigneti della Toscana, regione simbolo del vino Italiano, si guardano bene dall’adottare metodi alternativi per la conservazione dei loro prodotti, e stando allo studio sopra citato fanno bene: sembra infatti che il 20% dei 140 partecipanti, messi davanti a due bottiglie di vino di cui una era stata chiusa con un tappo di sughero e una con un tappo a vite, abbia affermato di preferire il prodotto chiuso col famoso legno, parlando della migliore qualità della bevanda sia alla vista che all’olfatto e al gusto. Quello che non sapevano però, era che il vino contenuto nelle due bottiglie era assolutamente identico in tutto e per tutto.

Il professor Charles Spence, principale autore di questo singolare esperimento, ha evidenziato come tutti i nostri sensi siano legati tra loro, influenzandosi a vicenda. D’altronde capita spesso di essere invogliati a mangiare una pietanza per il suo aspetto, o magari di bere qualcosa sentendo lo sfrigolio delle bollicine generate dall’apertura di una bottiglia. La stessa cosa vale, a quanto pare, per il vino; il suono di un tappo di sughero che produce il classico “pop” ci ispira sensazioni positive, desiderio di assaggiare il vino e, spesso, anche allegria generata dalla convivialità che viene richiamata alla mente.



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