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Cos’è il conto deposito bancario: quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Qual è la differenza tra conto deposito e conto corrente e quale conviene di più? Se anche tu stai cercando uno strumento di risparmio e un’opportunità di investimento a basso rischio, questa è l’alternativa che fa per te.

Un conto deposito bancario, infatti, di permette di “parcheggiare” i tuoi risparmi presso un istituto di credito (una banca) e ottenere degli interessi sui tuoi soldi, che vengono accreditati su un conto di appoggio che funziona proprio come un conto corrente.

Ma andiamo con ordine: vediamo cos’è e come funziona il conto deposito bancario, quali sono i rischi, i costi e le tasse che si applicano ad esso.

Conto deposito bancario: cos’è?

A differenza di un conto corrente, il conto deposito è uno strumento bancario che permette al correntista di accantonare i soldi che al momento non utilizza per farli fruttare nel tempo.

Per fare un paragone, è possibile immaginare il conto deposito come un salvadanaio dove si depositano i risparmi che crescono con il passare del tempo. Anche nel conto deposito, infatti, grazie all’applicazione di tassi di interesse (relativamente bassi), si possono ottenere piccoli guadagni a basso rischio.

In caso di fallimento della banca, inoltre, i tuoi soldi sono assicurati e ti verranno restituiti (fino a un massimo di 100 mila euro) dal Fondo interbancario di tutela dei depositi che garantisce il rimborso della cifra investita.

Conto deposito vincolato o libero? Come funziona

Esistono due tipologie di conto deposito:

  • il primo, il conto deposito libero, ti permette di recuperare il denaro versato in qualunque momento senza la necessità di pagare delle penali;
  • il secondo, il conto deposito vincolato, invece, non permette il ritiro del denaro prima della scadenza fissata dal contratto (che può essere di 3, 6, 9, 12 mesi), se non previo pagamento di una penale.

Mentre il conto deposito libero prevede tassi di interesse più bassi, il conto deposito vincolato ha dei tassi leggermente più elevati in quanto nasconde un rischio maggiore.

I soldi versati sul conto deposito, sia libero sia vincolato, sono soggetti a un tasso di interesse. Ma il conto deve essere associato obbligatoriamente a un conto di appoggio che può essere anche un normale conto corrente aperto presso un’altra banca. Su quest’ultimo viene accreditata la rendita dagli interessi.

Vantaggi e svantaggi

A differenza di un conto corrente, però, il conto deposito non permette di effettuare diverse operazioni come invece il primo consente.

Per esempio, sul conto deposito non può essere accreditato lo stipendio e nemmeno la pensione, così come non si possono prevedere addebiti per pagare le utenze. Tuttavia, anche con il conto deposito si possono effettuare solo prelievi, versamenti o giroconti.

In altre parole, il conto deposito è un utile strumento di investimento di denaro a basso rischio che in certo momento non ci occorre, ma nel caso in cui si debbano effettuare operazioni quotidiane risulta più agevole aprire un conto corrente.

Quando rende un conto deposito? Gli interessi

Per valutare se conviene o meno aprire un conto deposito è bene consultare anche i tassi di interesse e i rendimenti previsti dagli istituti di credito. Esistono anche dei calcolatori online, ma i risultati sono da prendere con le pinze.

Per esempio, un conto deposito ti offre l’1,5% annuo lordo: ciò significa che se hai investito 10.000 euro, dopo un anno ne avrai 150 in più. Questi 150 euro, però, sono lordi e dunque vanno assoggettati alla tassazione del 26%, arrivando a declassarli a 111 euro.

Quanto costa un conto deposito? Le tasse

Il Fisco italiano, oltre alla tassazione al 26% sui guadagni del conto deposito, applica anche ulteriori costi. Non si tratta di commissioni legate alle operazioni (che sono limitate), come avviene per i conti correnti, ma per esempio si tratta di imposta di bollo che nel caso di conto deposito è pari allo 0,2% di quanto hai investito (ovvero il 2 per mille).

Riprendendo l’esempio di cui sopra, se hai investito 10.000 euro devi togliere altri 20 euro, e così, dopo un anno, ritrovi 91 euro.

Tirando le somme, quindi, il rendimento effettivo di un conto deposito passa dall’1,5% iniziale allo 0,91% finale.