Prestiti

In Italia si sta diffondendo la strategia d’investimento del crowlending. Questa tipologia di investimento ha rendimenti elevati e bassi costi di gestione. Le imprese vengono finanziate non acquistando azioni, ma prestando loro dei soldi. I guadagni per gli investitori sono, quindi, prestabiliti visto che sono gli interessi di un prestito. Per le imprese, inoltre, il crowdlending è vantaggioso, in quanto in poco tempo possono avere dei fondi.

Crowdlending: i vantaggi

Il crowdlending è noto anche come peer to peer, P2P, o social lending. Questo sistema permette agli investitori di prestare denaro a società e/o privati, in cambio di interessi.

Per gli investitori i vantaggi sono:

  • facilità di diversificare gli investimenti;
  • rendimenti elevati;
  • costi di gestioni minori rispetto alle banche,

Per le imprese, invece, i vantaggi sono:

  • velocità nell’erogazione del prestito;
  • visibilità online;
  • riduzione dei rapporti con gli istituti finanziari e le banche.

Crowdlending: investire nelle e-mail e SMS marketing

Il settore più conveniente per le piccole e medie imprese, per fidelizzare la clientela, rimane quello dell’e-mail e degli SMS marketing. Nonostante i mezzi di comunicazione più veloci e più attuali, il mobile marketing è sempre sulla cresta dell’onda grazie al boom degli e-commerce.

Nel mondo vengono spediti ogni giorno 300 miliardi di e-mail. Nel 2024, secondo le stime, verranno inviate 360 miliardi di e-mail.

Gli SMS sono un sistema di mobile messaging a cui aziende e utenti sono affezionati. Ad oggi, nel 2020, il valore di mercato degli SMS è stimato a 70 miliardi di dollari. Nel 2026 dovrebbe superare gli 83 miliardi.

Crowdlending: investire nel Made in Italy

Il Made in Italy è un ever green, come dimostra la piattaforma italiana peer to peer lending Criptalia. Questa piattaforma collega le le PMI di valore che vogliono investire in un progetto di sviluppo o crescita, con investitori che sono alla ricerca di un buon investimento a basso rischio, con buoni tassi di interesse.

La start up Naimoli Tech è un altro esempio di crowdlending. Si occupa di sviluppare, realizzare e vendere prodotti tessili riscaldanti denominati Eletric Blanket. Ha raccolto € 150.000 da più di 300 investitori.

Un’altra realtà è la Biogest, un progetto finanziato con € 150.000. La società vende all’ingrosso pelli, tessuti, filati e prodotti per conceria e vuole ampliare il suo mercato. Per fare questo si avvale di piccole aziende conciarie in Italia, in questo modo ha un duplice vantaggio: da un lato riduce tempi e costi di forniture, dall’altro riesce a garantire prodotti di alta qualità.

Crowdlending: investire in telemedicina e salute

La pandemia ha portato alla luce un settore che merita di essere esplorato: il biotech, il mondo medico scientifico e dell’assistenza. Questi settori sono al momento molto attraenti per gli investitori.

Advance Medical è un esempio. È uno dei primi ambulatori infermieristici nel Sud Italia che ha utilizzato questa strategia di investimento per finanziare il bando Resto al Sud di Invitalia. Il progetto è stato pubblicato su Cripitalia ed è stato chiuso a settembre raggiungendo l’obiettivo con € 70.000.