Smartphone Phablet: le caratteristiche principali dello smartphone con display da 5 pollici in su

Smartphone Phablet

Gli smartphone phablet ormai sono una serie di device che, volenti o nolenti, hanno da tempo invaso il mercato dei dispositivi mobile. Senza discutere su quali siano i migliori smartphone phablet presenti sul mercato (per questo vi rimandiamo a siti web più specialistici come ad esempio il blog di Tindaro Battaglia), analizziamo oggi quali caratteristiche debba avere un phablet per poter essere definito tale. Passeremo quindi in rassegna minuziosamente ogni caratteristica di uno smartphone con display da 5 pollici in su, e cercheremo di capire quali siano le migliori caratteristiche da ricercare in uno smartphone di questo tipo.

Smartphone Phablet: le caratteristiche

Le caratteristiche principali da ricercare in un phablet che sia fluido e che sia utile a chi lo possiede sono essenzialmente tre:

  • il display;
  • il SOC e la RAM;
  • la UI.

Analizziamo adesso in dettaglio queste tre caratteristiche e vediamo quali sono i migliori display, soc, ram e UI per uno smartphone phablet.

Il display di uno Smartphone Phablet: risoluto e con colori vividi

La prima caratteristica da analizzare per l’acquisto di uno smartphone con display da 5 pollici in su è appunto la qualità del display.

Sebbene siano passati anni (che in gergo informatico significano veri e propri secoli), dai primi smartphone che montavano display AMOLED o IPS dalle dubbie qualità (pessima risoluzione, pessimo angolo di visione, angolo di visione mediocre), e sebbene gli attuali display presenti in commercio, anche per smartphone phablet base di gamma, siano ormai più che sufficienti per un utente medio e per il suo utilizzo quotidiano, è bene considerare come un display ottimale per un device di questo tipo debba essere preferibilmente un OLED con risoluzione fullHD. Gli OLED difatti hanno una caratteristica instrinseca per la quale il pixel scuro in realtà è un pixel spento, e permettono un maggiore risparmio rispetto ad un IPS, risparmio che in uno smartphone con display grande può fare la differenza.

Anche la risoluzione dovrà essere almeno fullHD, con una densità di pixel per pollice minima di 326 PPI (densità definita per la prima volta da Apple come retina, in quanto il pixel non è visibile all’occhio umano a distanza media), sebbene ovviamente maggiore densità di pixel per pollice corrisponderà a maggiore godibilità dello smartphone phablet (si consideri sempre il fatto che uno smartphone phablet ha un display superiore alla media degli smartphone normali, e come pertanto una maggiore densità di pixel per pollice ne aumenti la leggibilità e rilassi maggiormente l’occhio di chi lo vede).

SOC e RAM

Il SOC di uno smartphone è l’equivalente del motore di una macchina. È il responsabile delle operazioni di calcolo, ed ovviamente dovrà essere più potente possibile (intendendo per potenza il lavoro che il SOC compie nell’unita di tempo). Sebbene qualche anno fa si preferissero SOC che lavorassero con un alto numero di core (octa-core), ad oggi le tendenze (apple in primis con il suo A11 Bionic) sono quelle di un numero di core ridotto, con alcuni core responsabili delle elevate prestazioni e alcuni ai quali si delegano operazioni semplici e che permettono un aumento dell’efficienza energetica. In questa categoria risultano ottimi i SOC SnapDragon, così come il Kirin, SOC proprietario realizzato da Huawei.

Per quanto concerne la RAM, il quantitativo minimo sarà di 3 GB. La Ram infatti è responsabile di tenere i dati volatili (ovvero quelli che non esisteranno più non appena riavviato lo smartphone o chiusa l’applicazione). Un elevata quantità di RAM in uno smartphone phablet permetterà l’uso di più app contemporaneamente in multi windows, o permetterà di utilizzare il multitasking di sistema senza dover incorrere in ricaricamenti delle app.

La UI

Ad oggi il mercato è dominato prevalentemente da iOS di Apple (con iPhone) e da Android. A dispetto di iOS (che è un OS mobile proprietario, e come tale presenta un’unica UI uguale per ogni iPhone, con piccole differenze tra una generazione precedente e la successiva, principalmente dovute all’inserimento di nuove funzioni nell’iPhone di ultima generazione), Android è un sistema operativo in cui la UI (interfaccia utente o User Interface) può essere cambiata.

Da questo punto di vista, molto efficace si rivela l’interfaccia di Android Stock, che presenta poche funzioni essenziali che non fanno disorientare l’utente medio. Altresì ottimale risulta l’interfaccia proposta dall’azienda coreana Samsung, che dalla vecchia TouchWiz ora ha realizzato la nuova Samsung Experience, più snella di funzioni che attualmente risultano più utili.



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