Lavoro e disabilità: un dialogo alla pari

Fare in modo che le persone con disabilità possano diventare protagoniste della propria vita e motore di produttività, sfruttando le potenzialità del recruiting sul web. È questo l’obiettivo di Jobmetoo, la prima agenzia online autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nata con lo scopo di rendere più moderna e agevole la ricerca di un’occupazione per tutti gli appartenenti alle categorie protette.

Jobmetoo presenta infatti i candidati con disabilità in modo semplice e completo, operando su tutto il territorio nazionale e garantendo maggiore visibilità ed efficacia presso il mondo del lavoro e nel processo di assunzione da parte delle aziende.

I candidati non devono far altro che registrarsi al sito e creare un profilo con il proprio curriculum vitae, che verrà inserito nel database del portale. Da quel momento, grazie alla possibilità di sfruttare gli alert personalizzati, saranno sempre informati sulle offerte di lavoro che rispecchiano gli interessi in linea con il loro account.

Quale lavoro è possibile trovare con Jobmetoo?

Le opportunità di impiego che possono essere colte grazie all’agenzia riguardano svariati settori in ogni campo lavorativo: dal no profit al bancario, passando per l’ingegneria, il turismo alberghiero, la moda, la ristorazione, internet e tantissimi altri ambiti professionali.

Caratteristiche e approccio dell’agenzia online

Come si legge sul sito stesso di Jobmetoo, “tanto più saranno chiari il contesto lavorativo (ruolo e mansioni, ambiente relazionale, luogo fisico, accessibilità) e le caratteristiche del potenziale lavoratore, tanto più l’incontro tra candidato e azienda sarà proficuo e gratificante per entrambi”. Per questo motivo la società presta molta attenzione ad alcuni dettagli non trascurabili, come la terminologia (malattia, invalidità, menomazione, deficit, handicap – spesso utilizzate in modo improprio – sono state sostituite da “funzionamento”, “attività”, “partecipazione”: termini positivi e propositivi) e la classificazione dei differenti tipi di disabilità (motoria, fisica, sensoriale – dell’udito o della vista –, psichica, intellettiva, rara).

I fondatori di Jobmetoo sono dunque fermamente convinti che la trasparenza comunicativa sia il miglior strumento per arrivare ad una soluzione condivisa, che risulti adeguata ed efficace sia per il lavoratore che per la stessa azienda.



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