Gli attacchi dei droni statunitensi in Pakistan

Il sito slate.com riporta una mappa dei 284 attacchi dei droni avvenuti in Pakistan durante l’amministrazione di Obama, confrontati con quelli del governo Bush.

Uno degli aspetti più controversi della politica estera degli Stati Uniti ha occupato soltanto pochi secondi dell’ultimo dibattito presidenziale.
“Conosciamo già la posizione del Presidente Obama su questo” – ha detto il moderatore Bob Schieffer e si è rivolto a Romney: “Quale la Sua posizione sull’utilizzo dei droni?”.

“Credo che dovremmo usare ogni mezzo necessario per eliminare le persone che minacciano noi o i nostri amici in tutto il mondo” – ha risposto Romney. “Il Presidente ha fatto bene a usare quella tecnologia e credo che dovremmo continuare ad usarla per proseguire nella ricerca delle persone che rappresentano una minaccia per questa nazione o per i nostri amici”.

droni statunitensiRomney, come la maggior parte degli americani, è d’accordo con il Presidente, ma quasi tutti gli altri paesi sono contrari ai raid effettuati coi droni. Gli attacchi in Pakistan, Yemen e Somalia, hanno rovinato la reputazione degli Stati Uniti in paesi strategicamente importanti.

I contrari al loro utilizzo affermano che i droni sono un’eccessiva espansione del potere esecutivo, che uccidono troppi civili e che alimentano ulteriormente il terrorismo. Per coloro che sono favorevoli, inclusi Obama e Romney, sono necessari per prevenire il terrorismo. Addirittura, la CIA ha proposto di recente di allargare il programma delle incursioni anche ad altre regioni.

Già a giugno di quest’anno Slate aveva pubblicato una mappa, basata sui dati forniti da New America Foundation, che mostrava i luoghi dei raid e il numero delle persone uccise dai droni statunitensi in Pakistan, dove avviene la maggior parte degli attacchi. Da allora, i media hanno riportato altri 22 attacchi, per un totale di 284, e la mappa in alto li include tutti.

Articolo originale di Chris Kirk: qui




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