Contratto preliminare di compravendita

Molto spesso si sente parlare di contratto preliminare di compravendita o compromesso di vendita. Ma cos’è in realtà? Ecco tutto ciò che si deve sapere in merito, per non cadere in probabili truffe.

Definizione contratto preliminare

Il contratto preliminare di compravendita è un accordo tra le parti, ovvero tra venditore e compratore, i quali si impegnano a stipulare un successivo contratto di compravendita. Si tratta di un passaggio che deve essere fatto qualora il compratore o il venditore si trovino in una situazione di stand-by e di conseguenza la vendita non può essere fatta in maniera imminente. Giusto per rendere l’idea di quanto sopra espresso: l’acquirente, ad esempio, è in attesa della risposta del mutuo o il venditore è in attesa di una nuova casa.

Validità

Ma affinché tale contratto sia reso valido, deve essere redatto in forma scritta e deve essere registrato entro 20 giorni presso l’Agenzia delle Entrate. Per poter garantire all’acquirente la massima tutela in merito a vendite a terzi o pignoramenti sull’immobile da acquistare, si rivela di vitale importanza trascrivere il tutto nei registri immobiliari. Tuttavia, prima di stipulare il contratto preliminare è bene constatare lo stato dell’immobile, l’assenza di vizi o difformità dello stesso, la regolarità urbanistica (controllare se esiste qualche certificato di abilità), la conformità dell’impianto idraulico ed elettrico, il regolamento di condominio (per constatare se ci sono pendenze a carico del venditore).

Cosa succede in mancanza della trascrizione?

Se non avviene la trascrizione del contratto preliminare di compravendita nei registri immobiliari, la risposta è molto semplice: il venditore potrebbe vendere tranquillamente il suo appartamento a terze persone e, in questo caso, l’acquirente che aveva concordato in precedenza con il venditore perde la possibilità di acquistare casa, e qualora avesse lasciato una caparra potrà chiedere al giudice soltanto il risarcimento del danno subito.

Con la trascrizione nei registri immobiliari, invece, vi è la certezza che l’immobile diventerà di proprietà dell’acquirente, pagandolo al prezzo stabilito. Se invece una delle due parti si pente, dopo aver effettuato la trascrizione nei registri immobiliari, in quel caso l’altra parte può intentare una causa.

Per la registrazione del compromesso bisogna versare:

  • 200 € per il pagamento dell’imposta di registro;
  • l’imposta di bollo, pari a 16 € ogni 4 facciate;
  • marca da bollo di 16 € per l’APE;
  • marca da bollo di 2 € per ogni visura allegata.

Quando si stipula il contratto preliminare di compravendita è fondamentale stare attenti a tutti i dettagli trascritti. Il primo controllo riguarda l’effettiva identità del venditore, quindi accertarsi che il medesimo abbia un regolare atto di acquisto dell’immobile. Nel preliminare di acquisto dovrà essere indicato il tempo di adempimento. Dopo questa data si potrà firmare il contratto definitivo di compravendita.

Per ovviare a tutte queste problematiche, è possibile rivolgersi direttamente a un consulente immobiliare in base alla zona in cui è ubicato l’immobile; le regole appena descritte, infatti, valgono a prescindere che ci si rivolga ad un’agenzia immobiliare Milano, Roma o Napoli, quindi bisogna sempre stare attenti alla normativa sugli immobili in corso.