Pensioni

Nel corso del suo seminario “Pensioni, 30 anni di riforme”, il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha avanzato la proposta di introdurre un doppio binario sulle pensioni, dividendole in due quote: retributiva e contributiva.

Dal 1° gennaio 2022, infatti, dovremmo dire addio a Quota 100 e urge introdurre una riforma in grado di contrastare lo scalone della riforma Fornero. Cosa prevede l’ipotesi del doppio binario sulle pensioni proposta da Tridico.

Pensioni a doppio binario: ipotesi introduzione due quote

Pasquale Tridico ha avanzato la proposta di sdoppiare le pensioni in due quote:

  • contributiva con anticipo pensionistico a 62/63 anni e 20 anni di contributi;
  • retributiva a partire dai 67 anni.

Ciò significherebbe che la prima parte retributiva verrebbe anticipata a 62/63 anni, mentre la seconda parte retributiva verrebbe erogata a partire dai 67 anni.

Si potrebbe studiare anche la richiesta di un anno in meno di contributi per ogni figlio e un anno in meno ogni 10 anni di lavori usuranti/gravosi. In alternativa un aumento del coefficiente di trasformazione corrispondentemente (semplificando la certificazione).

Pensioni per lavori usuranti e fragili

Il numero uno dell’INPS ha proposto anche l’introduzione di strumenti tali da introdurre un regime di “flessibilità strutturale del pensionamento, collegata al metodo contributivo“. In tal modo, quindi, andrebbero rivalutati i requisiti stringenti attualmente previsti attraverso il “ricalcolo contributivo per garantire l’equilibrio attuariale”, garantendo anche requisiti più bassi per i lavori usuranti.

Da valutare anche l’aspettativa di vita dei diversi lavori prevedendo di “abbassare a 2,5 il coefficiente (oggi a 2,8) rispetto alla pensione minima con 64 anni di età”.

Infine, Tridico ha proposto anche un “pensionamento anticipato sperimentale nel periodo post-pandemico per i cosiddetti lavoratori fragili (come ad esempio i lavoratori immunodepressi e i pazienti oncologici)”.

Quota 100: il bilancio finale

Il presidente dell’INPS ha reso noto che all’inizio di marzo 2021 sono state accettate 286.226 domande di adesione a Quota 100: su un totale di 19 miliardi previsti, inoltre, ne sono stati spesi solo 10 miliardi.

Tra i lavoratori che ne hanno fatto richiesta:

  • più di 86.000 persone sono uscite con almeno 62 annidi età e 38 di contributi. Erano lavoratori dipendenti del settore pubblico;
  • 141.137 erano dipendenti privati;
  • 58.976 erano lavoratori autonomi.