Didattica integrata scuola

Tra le tante misure contenute nel nuovo DPCM del Governo, si fa riferimento anche alla DAD, la didattica a distanza prevista nelle scuola superiori per almeno il 75%. Una direttiva importante quella introdotta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al fine di poter ridurre la presenza degli studenti sui mezzi di trasporto e all’interno degli istituti scolastici.

Scuola e DAD: la scelta delle Regioni prima del Dpcm

A partire da ieri, lunedì 26 ottobre, sono tante le Regioni che un po’ alla volta hanno deciso di inserire questa nuova misura all’interno delle ordinanze, mentre altre avevano già anticipato quanto indicato dal Governo.

In particolare, la Campania guidata dal presidente Vincenzo De Luca, aveva già deciso la chiusura delle scuole, per ogni ordine e grado ad eccezione degli asili e delle attività destinate ai bambini disabili, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Questa decisione, attiva fino al prossimo 31 ottobre, dovrebbe essere prorogata per altri dieci giorni, così come anticipato dallo stesso De Luca.

Tra le possibilità valutate in queste ultime ore, ci sarebbe quella della ripresa della didattica in presenza almeno per i primi due anni della scuola primaria, ma bisognerà attendere ancora qualche giorno per capire l’andamento della situazione epidemiologica nella regione.

La Sicilia di Musumeci, invece, aveva già pubblicato un’ordinanza nella quale si sospendevano tutte le attività didattiche in presenza per gli alunni delle scuole superiori. Una misura più rigida rispetto a quella indicata dal Governo, con l’intento anche in questo caso di ridurre il contagio negli istituti scolastici.

Stessa decisione anche in Lombardia dove il presidente Attilio Fontana ha confermato, proprio nella giornata di oggi, di aver trovato assoluta condivisione da parte dei dirigenti scolastici sull’applicazione della DAD al 100% nelle scuole superiori.

Scuola e DAD: le Regioni favorevoli e contrarie

Resta al 75%, invece, in Emilia Romagna: il presidente Stefano Bonaccini ha firmato lunedì la nuova ordinanza, entrata in vigore dalla mezzanotte di martedì 27 ottobre. In questo modo, le scuole superiori potranno prevedere criteri di rotazione fra le classi o fra gli studenti all’interno delle classi.

Contrario al provvedimento dell’ultimo Dpcm è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che ha scelto di continuare la didattica in presenza per tutte le scuole, anche per quelle superiori.

“Abbiamo ragione di ritenere che per il momento in Trentino possono continuare le lezioni a scuola così come fatto finora, senza applicare la didattica a distanza e continuando ad osservare tutte le misure di sicurezza finora adottate. Miglioreremo ulteriormente il servizio del trasporto scolastico, con l’obiettivo di diminuire la portata degli autobus, tenuto conto però che stiamo facendo il massimo con i mezzi pubblici e privati disponibili”. Sono queste le parole del presidente, che ha espresso quindi parere negativo a quanto deciso dal Governo.

Nel frattempo la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, continua a ribadire la sicurezza degli istituti scolastici e della presenza di numeri bassi di contagi tra le mura degli istituti scolastici.