Ispra: più incidenti d’auto ma meno morti sulle strade italiane

Rapporto Ispra incidenti stradali

Aumentano le automobili sulle strade italiane ma diminuiscono gli incidenti mortali. È quanto emerge dall’ultimo rapporto promosso dall’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e Ricerca ambientale, presentato negli scorsi giorni a Roma. Cala il numero delle vittime sulle strade.

Meno incidenti mortali, più auto

I dati relativi ai sinistri mortali sulle strade sono incoraggianti. L’Ispra, nello studio del 2017 sulla qualità dell’ambiente e della vita in Italia, infatti, pur evidenziando un aumento delle auto circolanti per le strade delle città italiane, sottolinea anche che gli incidenti mortali si riducono sensibilmente. Il report, che porta la firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), raccoglie i dati relativi a 119 aree urbane attraverso dieci aree tematiche: Fattori Sociali ed Economici, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acque, Qualità dell’aria, Rifiuti, Attività Industriali, Trasporti e mobilità, Esposizione all’Inquinamento Elettromagnetico ed acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, descrive la qualità delle vita e dell’ambiente nelle città italiane.

I dati

Nello specifico, il report Ispra evidenzia che, rispetto al 2016, lo scorso anno, nei 119 comuni presi in considerazione, a fronte di un lieve aumento del numero di sinistri (+0,5 per cento – molto utile in questo senso la presenza di documenti come l’attestato di rischio delle compagnie assicurative come www.unipolsai.it) e dei feriti (+0,3 per cento), diminuisce in maniera sensibile quello dei morti sulle strade: -9,7 per cento. A livello nazionale, anche, il numero di morti è in calo, con una percentuale pari a -4.

Focus città

Maglia nera per il numero di sinistri spetta al capoluogo ligure. Il numero più alto di incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti, infatti, si rileva proprio a Genova (oltre 15 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti), seguita da Firenze (13,4) e Bergamo (13). Maglia rosa, invece al capoluogo della Valle d’Aosta. Il Comune con il valore più basso, invece, è quello di Aosta con 1,4 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti. In linea generale e nel lungo periodo (2007-2016), calano gli incidenti stradali nei 119 comuni passando da 112.648 a 81.967 (-27,2 per cento).

Cosa dice il report sul territorio italiano

Il report non si è focalizzato solo sugli incidenti automobilistici. Ha studiato anche i fenomeni naturali che si sono verificati nei diversi comuni censiti. In particolare, sui 119 complessivi, ben 85 risultano caratterizzati da frane, mentre 34 ricadono prevalentemente in aree di pianura. Nell’arco del 2016, sono state 23.729 le frane con una densità media sul territorio dei 119 comuni di 1,12 frane per km2 (sia frane attive che non). In alcuni comuni se ne sono registrate più di 9 per km2 (è il caso di Lecco, La Spezia, Lucca, Cosenza e Sondrio), mentre 14 presentano una densità compresa tra 3 e 9 frane (è il caso di Pistoia, Torino, Vibo Valentia, Livorno, Ancona, Genova, Bologna, Bolzano, Fermo, Perugia, Catanzaro, Pesaro, Campobasso e Massa).

Le spese per la difesa del suolo

Guardando all’arco temporale che va dal 1999 al 2016, poi, emerge che in questi 119 comuni sono in atto ben 384 interventi urgenti per la difesa del suolo già finanziati. A queste operazioni sono stati destinati, in tutto, risorse per un ammontare di circa 1 miliardo e 476 milioni di euro. Le città che hanno ricevuto i maggiori contributi statali per la messa in sicurezza e la riduzione del rischio idrogeologico sono in assoluto Genova (354,52 Mln), Milano (171,06 Mln) e Firenze (106,18 Mln), mentre tra i comuni che hanno il maggior numero di interventi finanziati spiccano il comune di Lucca con 21 interventi, seguito da Vibo Valentia (15), Terni (13), Genova e Messina con 12 interventi e dalle città di Milano, Firenze e Roma con 10. Le città che con il maggior numero di interventi già conclusi è Lucca con 21 interventi, seguita dai comuni di Terni (13) e Messina (12).



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