Piccola guida all’investimento: come aprire una lavanderia self-service

Lavanderia self-service

L’apertura di una lavanderia self-service è ancora, dopo anni di collaudo dell’idea imprenditoriale, uno degli investimenti che più spesso gli italiani decidono di fare con i propri risparmi per affiancare una piccola rendita al proprio normale stipendio. Ma quali sono le ragioni per cui proprio questo tipo di attività imprenditoriale riscuote tanto successo, e come fare per unirsi alla schiera di chi ne ha già aperta una? Abbiamo raccolto le informazioni necessarie intervistando lo staff di Dry-Tech, una ditta specializzata proprio nell’allestimento chiavi in mano di lavanderie a gettone.

Lavanderie self-service: perché tanta popolarità?

Perché esiste una fetta di piccoli investitori per i quali è decisamente la scelta ideale. Chi investe in una lavanderia automatica non vuole cambiare attività: vuole semplicemente impiegare il proprio denaro, e non il proprio tempo. Se vogliamo, la situazione è esattamente quella di chi un tempo acquistava BOT, o CCT. Si ricerca una rendita contenuta ma regolare, da affiancare al normale stipendio, richiedendo un impegno minimo o nullo. Esattamente le caratteristiche delle lavanderie self-service.

E come si fa, quindi, per aprirne una oggi?

Per ridotto che sia, ovviamente per aprire una lavanderia occorre un piccolo capitale iniziale, come per qualunque attività: o si hanno dei risparmi da parte che si desidera investire, oppure si deve ottenere un finanziamento. Non sarebbe professionale dare cifre in senso generale, perché le variabili sono troppe per poter fare una stima anche solo vagamente utile senza studiare il caso particolare.

Bene. Raccolto il denaro, come si deve procedere?

La singola scelta probabilmente più importante, e con maggiori ricadute sull’andamento della lavanderia, è quasi sicuramente quella della posizione. Molti la sottovalutano, e ne pagano amaramente le conseguenze. Si deve trovare una posizione con un passaggio significativo, e dove il parcheggio sia vicino e comodo; nessuno fa dei chilometri a piedi con il sacco della biancheria sporca. Inoltre, è importante che gli abitanti della zona siano numerosi, e non abbiano un reddito medio eccessivamente alto; i clienti potenziali di maggior valore sono i single, o gli studenti fuori sede, che spesso non pensano nemmeno ad acquistare una lavatrice domestica. E ovviamente, si deve evitare di entrare in concorrenza laddove ci sia già una lavanderia a gettone di quartiere.

C’è qualche trucco?

Trucchi no, ma consigli sì: la questione a cui prestare maggior attenzione è sicuramente quella legata ai costi energetici, e quindi alla scelta degli impianti e dei macchinari. Una bolletta troppo elevata – un rischio reale, se non si fanno i conti per tempo – può essere la voce di spesa che erode tutti i profitti e trasforma un’attività potenzialmente redditizia in uno spreco di tempo e capitale.



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