Sassari: a Caterina Murino il Candeliere d’Oro Speciale 2017

Nicola Sanna e Caterina Murino

Si è svolta ieri sera la premiazione per il Candeliere d’Oro, d’Argento, di Bronzo e Speciale. Novità del 2017 il cambio di location: piazza Santa Caterina, infatti, è stata scelta come palcoscenico per la cerimonia. Uno spazio più ampio, con più posti a sedere, che ha permesso al pubblico di seguire la serata con maggiore comodità.

Dopo il saluto del Sindaco, la presentazione della giuria, presieduta da Nicola Sanna e composta da Massimo Carpinelli, Rettore dell’Università di Sassari, rappresentato dal Prorettore Vicario, Luca Deidda, Guido Sechi, Amministratore straordinario della Provincia di Sassari, Salvatore Spada, Presidente dell’Intergremio Città di Sassari, Antonio Arcadu, ex Direttore dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sassari, Patrizia Nardi, coordinatrice della rete delle Grandi Macchine a Spalla, e Norma Pelusio, Dirigente del Settore Sviluppo Locale, Cultura e Marketing Turistico.

È stata poi consegnata una targa alla memoria di Salvino Pischedda, “per la poetica delle sue opere e per l’amore dimostrato per la nostra città”. Paroliere di celebri canzoni e autore di testi teatrali, Salvino Pischedda è stato un autore molto apprezzato per la sua versatilità, per la composizione di poesie e canzoni passate alla storia della tradizione cittadina. Suo “Sassari in casthurina”, ma anche “La vecciaia è carogna”, “Sozzara mara” e “Pignendi e cantendi”. Hanno ritirato la targa i figli Valerio e Marina Pischedda.

Ha ricevuto il Candeliere di Bronzo Giovanni Angelo Raimondo Pinducciu, nato a Thiesi l’11 luglio 1937 e residente a Sassari dal 10 giugno 1942. Il Candeliere di Bronzo, infatti, è rivolto a coloro che pur essendo nati altrove, vivono in città da almeno 50 anni.

Il Candeliere d’Argento, premio al sassarese che da tempo vive “sul continente” e che torna in città in occasione del Ferragosto è stato assegnato a Salvatore Manca, nato a Sassari il 25 febbraio 1930 e residente ad Avezzano dal 5 maggio 1954.

Il Candeliere d’Oro, destinato al sassarese che da più tempo vive all’estero e che arriva in città in occasione del Ferragosto è andato quest’anno a Giuseppe Pala, nato a Sassari il 18 gennaio 1955 e residente a Marsiglia dal primo luglio 1967.

Il sindaco Nicola Sanna ha inoltre consegnato a nome di tutta l’Amministrazione una targa ricordo a monsignor Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, per le sue tredici discese dei Candelieri.

«La cerimonia è dedicata a chi lascia la propria terra di origine ma mantiene con essa un legame fortissimo, e desidera farvi ritorno, almeno per le occasioni più importanti – ha commentato la giornalista Grazia Sini, che ha condotto la serata –. Quest’anno il Comune di Sassari ha consegnato il Candeliere d’Oro Speciale Straordinario a un immigrato che in tutta la sua vita si è sempre impegnato per l’integrazione tra i popoli, per gli ultimi e in favore di chi ha dovuto abbandonare la propria terra. Di origini italiane, ha vissuto in Sud America e oggi è il capo di un popolo, quello cristiano, che non ha confini. Era il 4 giugno 2017 quando il sindaco Nicola Sanna ha consegnato nelle mani del santo Padre, Papa Francesco, il Candeliere d’Oro Speciale Straordinario. Un momento molto emozionante, al termine della messa di Pentecoste, in piazza San Pietro in Vaticano. Nella stessa occasione sull’altare papale è stato esposto il simulacro della Beata Vergine di Buon Cammino patrona del gremio dei Viandanti. Per la prima volta il Candeliere d’Oro Speciale è stato consegnato fuori dalle mura cittadine. Un evento eccezionale, come eccezionale era l’occasione. Le parole che il sindaco Nicola Sanna disse a papa Francesco esprimevano “Una fortissima emozione e una grande grazia per aver potuto rappresentare la città, il legame indissolubile e la devozione nei confronti della Madonna”. In questa serata abbiamo voluto condividere con voi ancora una volta questo emozionante momento così importante per tutta la città».

Ha vinto il Candeliere d’Oro Speciale 2017, destinato a chi ha dato lustro alla nostra isola, Caterina Murino. Sarda di origine, da anni si divide per lavoro tra l’Europa, l’America e l’Asia, ma in una intervista, parlando della Sardegna, ha detto: “È dentro me, anche lontano si può fare tanto per questa isola”. Di lei l’Ansa scrive “Bellezza sarda, porta con sé dall’isola forza d’animo, tenacia e tempra che vengono da questa terra fondata sul matriarcato”.

Artista di interesse internazionale, ha saputo mantenere vivo l’amore per le sue radici e il senso di appartenenza all’isola, mai dimenticata. La sua presenza nei lavori cinematografici, di produzione sarda (e nello specifico anche uno sassarese), di recente realizzazione è dimostrazione, oltre che della sua capacità e bravura, dell’indiscusso suo sentimento del tutto sardo.

Dopo la cerimonia è stato proiettato il film Chi salverà le rose del regista algherese Cesare Furesi. Si tratta di un’opera che racconta, con grande delicatezza e sentimento, l’amore tra due uomini, che da anziani si trovano a fare i conti con la malattia, la vecchiaia e i problemi economici. La stessa Caterina Murino l’ha descritto con queste parole: “Una storia internazionale, meravigliosa, ma è anche una splendida foto della nostra terra, sebbene si potesse girare ovunque, e questo può stimolare le produzioni straniere a venire qui”.




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