3 motivi per non dimenticare l’Italia di Conte a Euro 2016

nazionale italiana euro 2016

Il video di Barzagli che, in diretta Rai subito dopo l’eliminazione per mano della Germania, non riesce a trattenere l’emozione e scoppia a piangere, è il simbolo di una squadra azzurra unita come non mai. È merito di Conte e di questo gruppo, se il cammino della Nazionale a Euro 2016 è andato ben oltre i risultati attesi, specie dopo aver passato il girone ed essere capitati nella stessa parte del tabellone di Germania, Francia, Spagna e Inghilterra.

Nel video, dopo un’altra grande prova degli azzurri che solo ai rigori si sono dovuti arrendere alla Germania campione in carica, il difensore bianconero è distrutto dalla delusione. Per questo, probabilmente, si lascia andare a dichiarazioni piuttosto amareggiate, tra cui quella secondo la quale non rimarrà niente di quanto fatto durante questi campionati europei.

È ovvio che l’inesorabile passare del tempo renderà meno definiti i contorni di questo cammino europeo, ma è altrettanto possibile che l’essere andati oltre le aspettative, giocando con impegno e coraggio, abbia creato le basi per un’avventura difficile da dimenticare, specie per i tifosi.

Nel bene e nel male, infatti, ecco tre motivi e momenti salienti per non dimenticare mai l’europeo del 2016

1. Davide contro Golia

david contro golia

Non abbiamo mai avuto la superbia dei tedeschi, ma di certo Euro 2016 è stato forse uno dei pochi casi in cui non eravamo tra le squadre candidate alla vittoria finale. Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Croazia, persino il Belgio era più accreditato di noi. “Impossibile rimediare alla grave mancanza di talento“, dicevano, “passare il girone sarebbe già un successo“, dicevano. E invece, soprattutto contro i giganti di Belgio e Spagna, gli azzurri hanno vinto con merito, giocando partite perfette. Stessa cosa potremmo dire per la sfida contro i tedeschi, dove abbiamo giocato praticamente alla pari. Davide che batte Golia, anche se poi non vince la coppa, ha tutto il diritto di entrare nei libri di storia del calcio.

2. Rigori

rigori pellé e zaza

Non saranno gol meravigliosi in acrobazia o da fuori area, ma i rigori portano quella tensione che ti fa vivere tutto in modo più attento, con la trepidazione di una vera lotteria. Difficile dimenticare una tensione del genere, come quando vincemmo il mondiale nel 2006 contro la Francia, o come quando perdemmo in finale a Usa ’94 contro il Brasile. Non solo, perché tra i rigori che abbiamo battuto contro la Germania ce ne sono anche due – assolutamente terribili, di Pellé e Zaza – che ci torneranno in mente ogni volta che vedremo un giocatore con la maglia azzurra poggiare il pallone sul dischetto.

3. La fugace parentesi di Conte

Ce lo vogliamo ricordare così Antonio Conte, mentre esulta contro la Spagna. Il ct azzurro lascia dopo 14 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte, eliminato ai quarti di finale dalla Germania campione del mondo e dopo aver spazzato via la Spagna campione d’Europa, quando nelle premesse anche il solo girone con Belgio, Irlanda e Svezia era difficile da superare. Una parentesi nata tra mille scetticismi e conclusasi con un amore improvviso, troncato troppo presto. Un’avventura breve ma intensa, che ci lascia con l’interrogativo su quanto avremmo potuto costruire con altri anni di lavoro insieme a lui.



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