All’Università di Sassari la conferenza conclusiva del progetto Wadis-Mar

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Si è chiusa questa mattina nell’aula Magna dell’Università di Sassari la conferenza conclusiva del progetto Wadis-Mar, dedicato alla gestione sostenibile dell’acqua nelle zone aride, organizzato dal Nucleo di ricerca sulla Desertificazione (NRD) dell’Università di Sassari. L’appuntamento, che ha coinciso con la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, ha richiamato in città eminenti personalità in rappresentanza del mondo scientifico e delle maggiori organizzazioni mondiali impegnate nello studio di queste problematiche, come Daniel Tsegai della Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (UNCCD), Wail Benjelloun, presidente dei UNIMED (Unione delle università del Mediterraneo), Grammenos Mastrojeni (Consigliere d’Ambasciata, focal point italiano all’UNCCD). Presenti il presidente del comitato scientifico NRD Wadis-Mar Giuseppe Enne, il direttore Pier Paolo Roggero e il coordinatore del progetto Giorgio Ghiglieri.

Wadis-Mar, partito 4 anni e mezzo fa, finanziato con fondi dell’Unione europea, ha realizzato in Tunisia e Algeria interventi per lo sviluppo di sistemi integrati e sostenibili di gestione delle risorse idriche in campo agricolo e di sistemi di MAR (managed aquifer recharge) per la ricarica artificiale degli acquiferi nel Oued Biskra in Algeria e nel Oued Oum Zessar in Tunisia, aree di intervento. Al progetto hanno collaborato l’Università di Barcellona, l’Observatoire du Sahara et du Sahel (OSS) di Tunisi, l’Institut des Régions Arides (IRA) di Médenine, Tunisia e l’Agence Nationale des Ressources Hydrauliques (ANRH) di Algeri.

“La Sardegna è in Italia una delle cinque regioni a rischio desertificazione sia per le condizioni climatiche, sia per le caratteristiche del territorio”, spiega il prof. Roggero.

Durante i lavori della due giorni, sono emerse anche delle raccomandazioni rivolte ai decisori politici, agli agricoltori e al sistema educativo (scuole e università) di Europa e Africa. Tra queste, l’importanza della conoscenza scientifica a supporto di investimenti efficaci destinati a migliorare la qualità e disponibilità delle risorse idriche; il valore delle ricerche interdisciplinari condotte da partnership miste in termini di competenze e provenienza geografica, il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse a partire dagli agricoltori.

Il workshop ha offerto anche l’occasione per la firma di una dichiarazione d’intenti per la cooperazione nello sviluppo di programmi di ricerca e didattica finalizzati a combattere la desertificazione e la degradazione dei suoli. Il documento è stato siglato dal Rettore dell’Ateneo di Sassari, Massimo Carpinelli, dal Prorettore all’Internazionalizzazione dell’Università di Cagliari, Alessandra Carucci, da Wan Benjelloun (Presidente UNIMED), dal Vicerettore dell’Università di Tripoli Mahmoud Benshaban e, per l’Università algerina di Frères Mentouri Constantine, da Azedinne Mebarki, Presidente del Consiglio Scientifico della Facoltà di Scienze della Terra e dell’Universo.



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