La città che ci sta a cuore, a Oristano una rete di defibrillatori per il pronto intervento cardiaco

A Oristano una rete di defibrillatori

Il Comune e l’Azienda sanitaria locale 5 di Oristano hanno presentato il progetto “Oristano ci sta a cuORe” per la realizzazione di undici presidi di soccorso dotati di defibrillatore semiautomatico e di operatori in grado di utilizzarli e di gestire le emergenze da arresto cardiaco nelle prime fasi, prima dell’intervento del personale medico.

La morte cardiaca improvvisa, detta anche arresto cardiaco, è la situazione in cui il cuore improvvisamente e senza preavviso si ferma e il sangue non viene più pompato nel resto del corpo. Nei paesi occidentali l’incidenza annua di questo fenomeno è di circa un caso ogni 1000 abitanti. In Italia si contano circa 50 mila decessi all’anno, in particolare tra i 45 e i 65 anni. Alcune vittime di arresto cardiaco possono essere salvate se adeguatamente e tempestivamente soccorse. Tuttavia il riconoscimento tempestivo e la pronta attivazione delle procedure di emergenza risultano vani se non è poi possibile defibrillare al più presto il paziente. Si calcola che cinque minuti dopo l’arresto cardiaco la percentuale di sopravvivenza grazie alla defibrillazione è del 50%, mentre dopo altri sei minuti è praticamente dello 0%. Il defibrillatore automatico esterno (DAE) è un apparecchio in grado di riconoscere automaticamente le alterazioni dell’attività elettrica a cui il cuore potrebbe improvvisamente andare incontro e di indicare al soccorritore se la scossa salvavita sia necessaria o meno. l DAE si differenziano dai defibrillatori manuali che presuppongono conoscenze e competenze di utilizzo e di riconoscimento dei ritmi cardiaci da parte degli operatori.

“Il progetto del Comune di Oristano, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale di Oristano e con la Centrale Operativa 118 del Sud Sardegna, risponde alla necessità di offrire servizi di primo soccorso e di emergenza qualificati alla popolazione (residenti, turisti, sportivi, operatori economici, lavoratori, pendolari, studenti), attraverso una rete di presidi e attrezzature – spiegano il sindaco Guido Tendas e l’assessora alla Programmazione Giuseppina Uda –. L’obiettivo è riuscire a ridurre i tempi di intervento per salvare vite umane. Il progetto prevede la realizzazione di undici punti di intervento, adeguatamente segnalati, dotati di altrettanti defibrillatori automatici e utilizzabili da operatori opportunamente preparati”.

“La nostra Azienda fornirà la certificazione dei circa 50 operatori che saranno abilitati a utilizzare i defibrillatori e potranno intervenire tempestivamente in caso di necessità”, afferma il Commissario straordinario della ASL 5 Maria Giovanna Porcu.

I primi punti di soccorso che saranno installati saranno dotati di defibrillatori e saranno posizionati in punti strategici della città e delle frazioni: piazza Roma, viale Repubblica, Sacro Cuore, Torangius, in Comune nella sede di Palazzo degli Scolopi in piazza Eleonora, nelle frazioni di Donigala, Massama, Nuraxinieddu, Silì e Torre Grande ed uno in dotazione alla Polizia locale, presso il Comando di via Carmine.

Tra gli obiettivi del progetto anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la diffusione nella popolazione della cultura del primo soccorso in situazioni di emergenza, ma anche il coinvolgimento delle associazioni sportive e degli operatori economici presenti sul territorio comunale per reperire risorse aggiuntive per aumentare il numero di presidi di soccorso a disposizione dei cittadini integrando quelle già presenti sul territorio.



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