Reddito minimo garantito per chi ha almeno 55 anni

Reddito di inclusione sociale

Un reddito minimo garantito per le persone che hanno almeno 55 anni e che si trovano in gravi difficoltà economiche dopo aver perso il lavoro. È questa la proposta che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha rilanciato ieri nel corso di un’intervista sulle pagine del quotidiano Il Mattino, parlando di un “sostegno di inclusione attiva” per quella fascia d’età che “ha registrato il maggiore incremento nell’incidenza della povertà”.

Messo provvisoriamente da parte il discorso sulla pensione anticipata e la flessibilità in uscita – di cui si riparlerà ormai direttamente a settembre, dopo la pausa estiva – il presidente Boeri continua dunque a sottoporre le sue iniziative al governo, ponendo l’accento su una problematica che lui stesso definisce di una “gravità assoluta”.
Secondo il numero uno dell’Inps, infatti, i dati relativi all’aumento della povertà al Sud sono molto più che un semplice campanello d’allarme, e il reddito minimo deve essere un diritto garantito ai disoccupati che sono ancora lontani dalla pensione e hanno minori possibilità di trovare un lavoro.

No al reddito minimo di cittadinanza

Il reddito minimo garantito, così com’è concepito, risulta però molto lontano dal reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle.

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