Emilia, tre anni dal sisma: arte e cultura le basi da cui ripartire

A tre anni dal sisma in Emilia

San Felice sul Panaro, Bondeno, Medolla, San Prospero, San Possidonio, Novi, Concordia, Finale Emilia, Mirandola e Cavezzo sono i paesi che a seguito delle due scosse di terremoto del 20 e del 29 maggio 2012, a distanza di tre anni dal sisma, non riescono ancora a rialzarsi.
Oltre alla messa in sicurezza di questi luoghi, non si è fatto molto di più. Negozi chiusi o trasferiti, operai al lavoro, cantieri ancora aperti.
Di 5.9 è stata l’energia rilasciata dal secondo sisma che provocò la morte di 27 persone.
5.9 è un numero che ancora oggi riecheggia in questi luoghi messi in ginocchio.
Lo si può trovare come nome di un supermercato costruito con dei container o come denominazione di una web radio. Radio Emilia 5.9 è infatti un progetto ideato e pensato da giovani abitanti delle zone colpite. I ragazzi hanno deciso di utilizzare questo mezzo come strumento per comunicare, motivare e ascoltare tutte le persone che vogliono a loro modo dare voce all’Emilia.

Segnali di rilancio dopo tre anni dal sisma in Emilia

A questa iniziativa, fortunatamente, si aggiunge un altro importante segnale di rilancio: la riapertura della Galleria Estense di Modena. A tre anni dal sisma, dopo una chiusura forzata, riaprirà rinnovata a fine maggio; ospitando 609 opere, di cui 327 dipinti, 40 sculture e oltre 50 pezzi inediti mai esposti. Tra i vari capolavori spiccano sicuramente i due ritratti del Duca Francesco I D’Este, attraverso il dipinto di Velazquez, e il busto marmoreo di Bernini, installato su un basamento antisismico.
Dal 29 maggio, per tre giorni, l’evento sarà celebrato con l’iniziativa le “Notti Barocche”, durante la quale, tra mostre e concerti, verrà espresso il desiderio di rinascita partendo proprio da una forte eredità storica.
Tutti gli appuntamenti, trenta in programma, si possono consultare sul sito ufficiale del progetto e sono gratuiti e accessibili ai disabili. L’evento, sostenuto anche dal team del Festival Filosofia, vuole appunto ispirarsi al gusto barocco della teatralità.
Per la Galleria Estense è come un nuovo inizio: unico in Emilia Romagna, l’istituto è stato incluso tra i venti musei che godranno del regime di autonomia, grazie alla riforma del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.
Dopo tre anni dal sisma in Emilia, anche l’Abbazia di Nonantola riaprirà le sue porte ai visitatori. Pagando un biglietto del costo di 5 euro, sarà possibile entrare in questa chiesa simbolo della provincia di Modena, attraverso un percorso sicuro al suo interno, e nel museo Benedettino, che conserva anche pergamene inedite di Carlo Magno.
L’arte e la cultura sono quindi utilizzate come solide fondamenta da cui ripartire. Ad esse viene affidata la speranza di poter finalmente far rialzare anche quelle zone della bassa modenese ancora coinvolte.

Foto: Sailko, via Wikimedia



Maria Elena

Giovane universitaria bolognese alla ricerca della sua strada che vuole provare a raccontare agli altri il suo punto di vista sul mondo.

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