Vita da fangirl

Fandom Tumblr

Un anno fa ho fatto il mio ingresso ufficiale su tumblr. Sapevo sarebbe stata una mossa rischiosa per la mia, già stremata, vita sociale, ma per me tumblr era come un buco nero: era solo questione di tempo prima che ci finissi dentro.

tumblr fandomE così mi sono arresa al campo gravitazionale e mi sono fatta risucchiare in quel mondo, che è fantastico all’incirca come Narnia, solo leggermente più gay. Dico sul serio, è il posto più LGBTQIA friendly del pianeta. Il luogo dove le persone scrivono nella descrizione con quale pronome – maschile, femminile o neutro – bisogna riferirsi loro. Il luogo dove, quando non specificato, si presuppone siano tutti gay o bisessuali. Il luogo dove il maschio bianco etero non è la norma.

Ma il mondo di tumblr non è proprio accessibile a tutti, il mondo di tumblr è il mondo dei fandom (lett. “il regno dei fan”) e per entrare nel mondo dei fandom bisogna armarsi di passione per uno o più telefilm, film o anime, un buon inglese e Urban Dictionary. Sì, perché nella maggior parte dei fandom si parla una lingua tutta particolare, un inglese con tantissimi termini gergali e abbreviazioni – termini e abbreviazioni che il resto del mondo ignora e che rimangono invariati anche nelle interazioni in italiano.

Alcuni esempi: OTP, BROTP, AU, shipping (questo viene tradotto con shippare), queerbaiting, headcanon o canon…

Inoltre, ogni fandom sviluppa modi di dire propri, oppure estrapola parole e frasi dal contesto del telefilm, film, anime preferito e vi attribuisce nuovi significati.

Ad esempio nel regno di Orphan Black, che io frequento e che si fa chiamare Clone Club, ci si saluta con “oi oi”, mentre se qualcuno vi dice “hello, Donnie” è meglio stare accorti, perché potrebbe meditare di colpirvi con una mazza da golf e torturarvi con una pistola per colla a caldo.

Poi bisogna imparare i nomi delle coppie – ufficiali e non, ovvero canon o fanon – formati solitamente dalla fusione dei nomi o dei cognomi dei personaggi, ad esempio:

  • Karma + Amy = Karmy (Faking It)
  • John + Sherlock = Johnlock (Sherlock)
  • Brittany + Santana = Brittana (Glee)

Oppure dal ruolo dei due personaggi coinvolti, ad esempio:

Solo per citare telefilm andati in onda nell’ultimo anno, altrimenti potrei riesumare l’immortale Tibette (The L Word) o la spagnola Pepsi (Los Hombres de Paco). Come potete notare, ho portato come esempi tutte coppie gay e questo perché tumblr e i fandom (non tutti, badate bene) sono così gay friendly che sono al limite dell’eterofobia. Infatti, sono poche le coppie etero che riscuotono successo. Pensate per esempio a Elementary, ennesimo adattamento televisivo di Sherlock Holmes. In Elementary, forse per portare una ventata di novità [sarcasm], il dottor Watson è una donna, Jean, interpretata da Lucy Liu. Ora, se le fangirl (esistono anche i fanboy, ma sono così rari che sono sotto la protezione del WWF, e comunque di solito non sono cisgender o etero) seguissero la logica dovrebbero fare il tifo per Jean e Sherlock, ma le fangirl non seguono la logica, seguono il cuore (o gli ormoni). E così shippano Lucy Liu con qualsiasi personaggio femminile (in particolare Moriarty, interpretato da Natalie Dormer) che appare sullo schermo.

Come dicevo, quello di tumblr e dei fandom è un mondo a sé. E le fangirl sono i personaggi che popolano questo mondo. Ma cos’è una fangirl, tecnicamente?

Una fangirl è una ragazza – ma anche donna, non ci sono limiti d’età – che vive la passione per dei personaggi fittizi come se fossero veri. Si lascia andare e fantasticare, inventa a sua volta nuove trame per quei personaggi e le descrive nelle proprie fanfiction o creazioni artistiche, dette fanart.

Il fatto di vivere distaccati dalla realtà può far sembrare le fangirl delle sfigate di prima categoria, ma questo non è colpa di tumblr, né dei social network, né di internet. Vivere intensamente, fino a identificarsi con uno o più personaggi fittizi, al punto che “il cervello prende le lucciole del quotidiano per le lanterne dell’universo romanzesco” è uno dei “sintomi” del bovarismo che Daniel Pennac ha definito come uno dei 10 diritti dei lettori. E se i lettori possono lasciarsi andare al bovarismo, perché i telespettatori no? Inoltre, se c’è un vantaggio nei social network, è quello di unire le persone con interessi simili e quindi far sentire meno sole quelle persone che nella vita “vera” vengono isolate appunto perché considerate nerd, sfigate.

Non posso parlare per altri fandom, ma nel Clone Club, dove c’è un forte senso di comunità o addirittura grande famiglia, ci sono persone che si prodigano per aiutare altri membri in difficoltà, anche economica: c’è un blog che raccoglie i compleanni di tutti, per non far sentire solo nessuno; c’è un blog per scambiarsi i regali di Natale e uno che è un po’ una hot line, con tanto di lista di persone disposte a parlare e offrire sostegno in qualsiasi momento.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica: nei fandom si svolgono discussioni da baruffe chiozzotte su quelle che, per chi non fa parte di quel mondo, sono piccolezze (una coppia che ha ragione d’essere e l’altra no; la presunta omo-, bi-, trans-sessualità o meno di tale personaggio; se un personaggio sia buono o cattivo o nella zona grigia…). Ma nessun fandom è mai andato in giro a vandalizzare le opere d’arte di qualcun altro – e questo principalmente perché le fangirl non si staccano mai dal computer [sarcasm].

Insomma, gli unici che hanno da temere questo folto gruppo di geek e nerd, sono gli autori e i produttori di serie televisive, film o anime che sia.




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