Università di Sassari, le proteste del Forum Studentesco all’inaugurazione del 453° Anno Accademico

Il Forum Studentesco all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Sassari

In occasione della cerimonia inaugurale del 453° Anno Accademico dell’Università di Sassari, il 20 gennaio, i rappresentanti del Forum Studentesco hanno manifestato, con striscioni e sit-in, per il diritto allo studio e contro l’aumento della tassa Ersu deciso dalla Giunta regionale. Alla cerimonia sono intervenuti, oltre al rettore Massimo Carpinelli, il presidente del Consiglio degli studenti Riccardo Zanza, la rappresentante del personale tecnico-amministrativo Maria Giovanna Trivero e la senatrice Elena Cattaneo.

Tra le autorità presenti anche l’onorevole professore Luigi Berlinguer, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Donatella Spano. Grande assente, invece, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Claudia Firino, già duramente contestata durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Cagliari.

Il Forum Studentesco ha in seguito diffuso una nota che riportiamo integralmente.

Studenti meritevoli e svantaggiati

La scelta di volerci ritrovare in occasione di questa giornata di festa, in cui il nostro Ateneo e il nostro nuovo Rettore inaugurano il 453° Anno Accademico, ha un significato importante: noi vogliamo continuare a sostenere l’istituzione universitaria e in particolare gli studenti, soprattutto quelli meritevoli e svantaggiati
Le ultime decisioni assunte dall’Esecutivo regionale, e in particolare dall’assessore Firino, vanno in senso completamente opposto a quello che è ogni sano principio di tutela dei diritti di coloro che rappresentiamo.

Altro annoso problema appare il riconoscimento del merito e delle eccellenze dei nostri studenti: anche in questo caso, ci si è nascosti dietro alla carenza di fondi ed è stato presentato un bando per gli “Assegni di Merito” vergognosamente settario ed esclusivo, che si pone l’obiettivo di premiare solo gli studenti di Corsi di Laurea ad indirizzo “tecnico-scientifico”, a discapito delle migliaia di ragazzi e ragazze che hanno scelto discipline umanistico-sociali e, paradossalmente, anche “sanitarie” (questo è il dato di fatto appreso leggendo la classificazione del CINECA a cui si rifà il bando stesso).

Tutto questo in totale contrasto con ciò che attualmente e storicamente è avvenuto nella nostra terra: in contrasto con la scoperta di livello mondiale dei Giganti di Monte Prama, con il Premio Nobel Grazia Deledda, con la tradizione politica e giuridica che ha portato Sassari ad avere formato due presidenti della Repubblica.

Il caso degli studenti di Medicina

Ricordiamo, in aggiunta, la preoccupante situazione degli studenti di Medicina che si sono ritrovati in una situazione di netto svantaggio rispetto ad altri colleghi risultati idonei nella graduatoria: infatti, a tutti gli effetti, il bando non prevede di ponderare i crediti degli studenti in base al numero massimo raggiungibile previsto dal piano di studi, nonostante venisse chiesto loro di allegare proprio questi ultimi. Questo discrimina una coorte intera di studenti che, al secondo anno per esempio, possono ottenere al massimo 101 crediti anziché 120 come tutti gli altri corsi.

Questo metro di valutazione, che non tiene conto dei crediti relativi ma solo assoluti, rende impossibile agli studenti di Medicina ottenere l’assegnazione della borsa. Inoltre alcuni studenti in graduatoria posseggono un punteggio che supera i 120 crediti (sempre prendendo come esempio il secondo anno), tetto massimo previsto dal bando stesso, e non riusciamo a spiegarci come questo sia possibile.

Studenti di serie A e di serie B

A ciò si aggiunge l’incomprensibile scelta di destinare una quota maggiore di risorse (6.000 € ) agli studenti sardi che hanno scelto di non studiare in Sardegna, a discapito di quelli che proprio nella nostra isola hanno deciso di formarsi (questi ultimi potranno ricevere al massimo 2800 €). Comprendiamo che l’offerta formativa sarda non copre tutte le discipline e che, pertanto, molti studenti sardi sono costretti a scegliere altri atenei, ma, almeno per coloro che studiano nelle Università non sarde ma in Corsi di Laurea comunque presenti in Sardegna, sarebbe opportuno abbassare il finanziamento e investire su studenti che proprio nella nostra terra hanno deciso di formarsi, destinando, quindi, a loro la quota massima prevista dall’assegno, ovvero 6000€.

Ebbene, anche in questo caso si è riusciti a creare studenti di serie A e di serie B, nonostante le promesse di poter ridiscutere questi infelici criteri, che ci avevano dato un minimo di speranza, anch’essa, puntualmente disattesa.

Aumento della tassa Ersu

La Giunta regionale ha aumentato la tassa per il diritto allo studio da €62 a €140. È nostra intenzione denunciare fermamente questo provvedimento, in quanto privo di logica, visto che viene adottato ad anno accademico ormai inoltrato, quando ogni famiglia aveva preventivato una spesa del 120% inferiore a quella che in realtà si dovrà pagare.

L’aumento della tassa viene inoltre presentato come un successo da questa Giunta, in quanto le 600 borse di studio in più sbandierate dalla regione, saranno in realtà messe a bando a partire dal prossimo anno accademico e saranno totalmente a carico degli studenti che pagano tale tassa.

Tagli ai programmi di mobilità

Noi del Forum Studentesco ci mostriamo fortemente contrari alle politiche messe in atto da questa Giunta in materia di diritto allo studio, che non sembra essere una priorità contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale.

Ulteriore svista della politica regionale si nota nella previsione della Finanziaria del 2015, la quale fa restare senza parole nel constatare che, alla voce “Contributi all’Università di Cagliari e di Sassari per il finanziamento dei programmi di mobilità studentesca internazionale”, viene assunta la decisione di non confermare lo stanziamento di 3.200.000 euro ottenuto dal Consiglio regionale per il 2014, bensì vengono assegnati 0 (zero) euro per il 2015, 2016, 2017.
E questo in contraddizione con il programma elettorale proposto dal presidente Pigliaru e in barba alle politiche dei due Atenei che concentrato da diversi anni le loro energie sulla mobilità internazionale, permettendo agli studenti di vivere un esperienza formativa oltremare, allargando i propri confini formativi, culturali ed occupazionali.

In particolar modo l’Ateneo di Sassari, negli anni precedenti, ha permesso a oltre 690 studenti in mobilità internazionale nel 2013-14 (356 per studio, 266 per tirocinio in Europa con l’Erasmus, 50 per mobilità extraeuropee con l’Ulisse), posizionandosi al 69° posto fra le oltre 3000 università europee che aderiscono al programma Erasmus e al 15° posto tra le oltre 90 università italiane impegnate negli stessi programmi di mobilità.

Borse di studio alle sole matricole

Vogliamo inoltre denunciare l’assenza di un dialogo da parte della Giunta con il mondo della rappresentanza studentesca che non è stata minimamente coinvolta in nessuna iniziativa che la riguarda come protagonista, come ad esempio l’incremento dello stanziamento per le borse di studio, che è stato deciso autonomamente dalla Regione di destinare alle sole matricole di primo livello, senza alcuna motivazione plausibile e razionale.

Chiediamo perciò che ci sia una netta inversione di rotta e una maggior programmazione condivisa con le diverse categorie e rappresentanze rispetto a queste tematiche delicate e determinanti per la vita degli studenti universitari e per la tutela di un diritto sacrosanto quale quello allo studio.

Assenza della Giunta alla cerimonia

Riteniamo ulteriormente infelice il fatto che una Giunta, composta prevalentemente da persone che a Sassari e nella sua Università si sono formate e hanno arricchito il proprio curriculum, non sia presente ad una cerimonia di alto valore simbolico per tutto il Nord Sardegna, la quale poteva essere occasione di confronto e di dialogo con un territorio e con degli studenti distanti dai centri decisionali cagliaritani, che si aggiunge al sopracitato confronto per lungo tempo assente tra la rappresentanza studentesca e i vertici della Giunta stessa.

Chiediamo che sia immediatamente aperto un tavolo di confronto tra noi rappresentanti degli studenti e la Giunta regionale, affinché si possa costruttivamente sopperire a queste infelici e unilaterali decisioni, che vanno a danneggiare i più basilari ed elementari diritti costituzionalmente riconosciuto agli studenti.

Forum Studentesco

Foto: FS, via pagina Facebook



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