Sardegna Possibile: «No all’occupazione militare in Sardegna»

Sardegna Possibile a Capo Frasca contro le servitù militari

Sardegna Possibile aderisce alla Manifestada natzionale contra a s’ocupatzione militare del 13 settembre 2014 a Capo Frasca e alla mobilitazione popolare del 23 settembre a Lanusei.

«Di fronte al poligono militare di S. Antonio di Santadi – si legge in una nota –, sabato prossimo, anche la nostra comunità politica, insieme ai cittadini, le associazioni, i comitati e i partiti che già hanno aderito, sosterrà a gran voce gli obiettivi del sit-in: il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari; la chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.
Si tratta di obiettivi già previsti e declinati nel programma elettorale con cui ci siamo presentati per la prima volta alle elezioni del febbraio 2014 per il rinnovo del Consiglio regionale della Sardegna. Le 76.000 persone che ci hanno votato sono un grande patrimonio politico, e soprattutto a loro chiediamo che partecipino con noi alla nostra prima uscita pubblica del post-elezioni.»

«Il nostro percorso – conclude il comunicato – prosegue, pertanto, insieme alle organizzazioni che fin dagli inizi hanno costituito Sardegna Possibile (ProgReS, Gentes, Comunidades) e alle nuove che hanno aderito in questi mesi (Serrenti Possibile, Circolo Chavez), a testimoniare che le porte sono aperte per tutti coloro che sottoscrivono il nostro progetto politico.»

Cosa chiedono i promotori della manifestazione

L’occupazione militare della Sardegna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.
La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.
Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari.
L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardegna all’infamante ruolo di area di servizio della guerra.
Vogliamo che la Sardegna diventi un’isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.
Chiediamo che la Sardegna sia immediatamente e per sempre interdetta all’aviazione militare israeliana.

Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce:

– Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari.
– La chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.

A Manca pro s’Indipendentzia
Sardigna Natzione Indipendentzia
Comitato Sardo Gettiamo le Basi
Comitato Su Giassu
Comitato Civico Su Sentidu




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