Verona contro l’omo-bi-transfobia

Presidio a Verona contro omofobia, transfobia e fascismo

Dopo il presidio contro l’omofobia e il fascismo e il convegno “Contro natura?”, la comunità LGBT di Verona si mobilita ancora una volta a causa dei tristi e preoccupanti momenti che la città sta vivendo in queste due ultime settimane. Uno è l’ordine del giorno approvato dalla Giunta comunale e presentato dal consigliere Alberto Zelger, secondo cui ogni iniziativa educativa e culturale nelle scuole di competenza comunale, che non rispetti eventuali principi morali e religiosi, può essere denunciata dai genitori degli alunni di quelle scuole telefonando al Comune, che nel frattempo avrà predisposto una lista degli istituti che non rispettano certi dettami morali. L’altro fatto, invece, si riferisce al pestaggio di un ragazzo omosessuale, avvenuto il 26 luglio a Bussolengo, ad opera di un “branco” che lo aveva insultato, apostrofandolo come “frocio di m…a”.

I due avvenimenti  scrivono in una nota stampa gli esponenti del Milk Community Center di Verona  sono strettamente collegati: «L’attività politica del consigliere Zelger è tutta tesa alla dimostrazione che l’omosessualità è una devianza del comportamento sessuale umano e che, perciò, la difesa della famiglia “naturale” fondata sull’unione tra uomo e donna deve essere necessariamente garantita all’interno della società ad ogni livello educativo, sociale e politico».

Questo tipo di attività nasce perché si ha un atteggiamento discriminatorio nei confronti di quelle persone che non sono classificabili secondo le regole morali che ciascuno di noi possiede. La società  affinché sia civile, priva di conflitti e di violenza  deve essere una società inclusiva in cui ciascuno trovi spazio di autorealizzazione della propria persona nel rispetto della diversità altrui. È in questo sottile limite di rispetto tra sé e l’altro che la società può garantire nel suo insieme una convivenza pacifica e civile.

«A tal proposito  prosegue la nota , la politica deve fare in modo che nessun atto discriminatorio possa essere giustificato e promosso, pena la rottura della convivenza sociale stessa. Il pestaggio del ragazzo gay è, dunque, frutto indiretto di quella cultura della discriminazione, promossa ed alimentata dal consigliere Zelger, che vede nell’altro da sé una persona da emarginare o, peggio, picchiare perché non “normale” e quindi non classificabile secondo preordinati schemi morali o religiosi».

Per diffondere, invece, una cultura dell’inclusione e del rispetto reciproco, la comunità LGBT di Verona si darà appuntamento venerdì 8 agosto 2014, dalle ore 18.00 alle ore 21.00 in piazza Bra, per un presidio contro l’omo-bi-transfobia al quale è invitata a partecipare tutta la cittadinanza veronese e che ha lo scopo di protestare contro l’ordine del giorno del consigliere Zelger e di sensibilizzare la comunità locale rispetto agli ultimi fatti di cronaca di natura omofoba.




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