Mammana, guarda: un fenomeno sosciàle!

Baby-squillo e legge 194: qual è il vero fenomeno sociale?

Prendi due notizie recenti: le due adolescenti che si prostituivano ai Parioli e la donna costretta ad abortire da sola nei bagni di un ospedale romano.

Considera le reazioni di stampa e opinione pubblica in merito: mesi di editoriali poco lucidi sul “fenomeno sociale delle baby-squillo” e riprovazione e sdegno generali nel primo caso; quarantott’ore di visibilità su giornali e tv e un misto di indifferenza, inconsapevolezza o palese sottovalutazione nel secondo.

Prova ad analizzare le due vicende partendo da dati oggettivi: non esiste nessuna “emergenza baby-squillo” o “fenomeno sociale della prostituzione” che riguardi ragazzine quindicenni di famiglie benestanti o comunque non povere. In Italia, come altrove, la maggior parte delle adolescenti che non vivono in uno stato di emarginazione e disagio la dà gratis. Di solito ai coetanei. Esiste invece il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione (minorile e non) che colpisce donne perlopiù immigrate, senza un soldo e senza possibilità di integrarsi socialmente. Non si trovano ai Parioli, non la danno ai finanzieri e non rilasciano interviste pruriginose – più che altro perché il magnaccia le darebbe in pasto a una muta di pitbull. Forse è per questo che continuiamo a fregarcene allegramente e non pensiamo invece a far uscire la prostituzione dall’illegalità.
Altro fatto assodato: in Italia, nonostante una legge che dovrebbe garantirlo, sta scomparendo il diritto all’aborto. I medici obiettori nella sanità pubblica sono ormai la maggioranza (in alcune regioni, come il Molise – che sì, purtroppo esiste – superano l’85%) e quindi, di fatto, ricorrere all’interruzione di gravidanza sta diventando quasi impossibile. Ciò significa che il caso di Valentina, la donna di 28 anni che ha dovuto abortire nei bagni del Pertini di Roma, con l’aiuto del marito, perché al momento dell’espulsione del feto invece dei medici le si son presentati gli antiabortisti col Vangelo in mano, non è un caso isolato, né un incidente, né un prodotto della “malasanità”. È la conseguenza della non applicazione della 194, è il sistematico smantellamento di un diritto che fa parte del più generale diritto alla salute. E l’episodio in questione, seppure reso pubblico alcuni giorni fa, risale all’ottobre del 2010. Logico pensare che la situazione, in questi quattro anni, sia peggiorata ulteriormente.

Ora rifletti sul significato di concetti quali “emergenza”, “fenomeno sociale” e “lesivo della dignità della donna” e decidi a quale delle due notizie si adattano meglio.

Infine, scegli se definire la classe politica italiana e la maggior parte dei tuoi connazionali degli ipocriti moralisti, dei cattolici narrow-minded o semplicemente dei democristiani.

Io, nel frattempo, vado a comprare all’ingrosso uno stock di ferri da calza.



Davvero solare. Anche da viva.

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