iRS contro l’Atp di Sassari: «Leonardo Marras smetta di mistificare la realtà e offendere i cittadini»

Biglietto sul bus a Sassari

C’è un abisso tra l’Atp raccontata dal presidente Leonardo Marras e l’Atp reale, quella vissuta dagli utenti.
Si apre così la nota stampa con cui il portavoce di iRS, Simone Maulu, pone nuovamente l’accento sulle mancanze e le contraddizioni dell’Azienda Trasporti Pubblici di Sassari.

«È da diverso tempo – scrive Maulu – che sui mezzi di informazione e sul sito dell’azienda compaiono periodicamente comunicati stampa e dichiarazioni del presidente Marras dove si parla di “Atp del futuro”, “Guerra ai furbetti”, “Paline intelligenti”, “Wi-fi e telecamere a bordo”; e l’ultima novità sembra essere un sistema, costato ben 200mila euro, che conta i passeggeri e permette di individuare gli evasori. 
È assurdo e offensivo – prosegue l’esponente del partito indipendentista – che l’azienda spenda 200mila euro per acquistare sistemi sofisticati finalizzati a dare la caccia agli utenti, senza dare loro la possibilità di poter acquistare il biglietto. Considerando che l’acquisto delle macchinette erogatrici da installare sui bus avrebbe un costo nettamente inferiore.»

Da circa due anni a Sassari, i cittadini hanno esplicitamente richiesto che l’azienda si adegui alle normative di legge offrendo loro la possibilità di poter acquistare il ticket a bordo, in qualsiasi momento, come recita l’Art 2597 del Codice Civile:

Chi esercita un’impresa in condizione di monopolio ha l’obbligo di contrattare con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell’impresa, osservando la parità di trattamento.

iRS a questo proposito, diverso tempo fa, ha promosso una petizione popolare sottoscritta da migliaia di cittadini che volevano venisse applicato il diritto sacrosanto di “Poter acquistare il biglietto sul bus”.

«Proprio l’altro ieri intorno alle 19.30 – racconta Simone Maulu – uno dei tanti utenti che spesso si trovano in questa situazione ha assistito a una scena agghiacciante, ma ormai di ordinaria amministrazione, che ha visto protagonisti due controllori dell’Atp e un malcapitato cittadino olbiese che non poteva fare a meno di prendere il bus e non trovava un modo per poter acquistare il biglietto. I controllori, alla sua richiesta di poterlo acquistare a bordo (come avviene nella sua città), lo hanno trattato con arroganza, cercando di umiliarlo e farlo passare per un evasore davanti a tutti i passeggeri che guardavano la scena sbigottiti.»

Per non parlare delle cosiddette “paline intelligenti” che «in tutte le città civili d’Europa, compresa Cagliari, sono in funzione da anni; mentre a Sassari son state acquistate con un finanziamento regionale di 600mila euro e non sono mai state attivate. Al contrario – sottolinea Maulu –, quando  l’utente deve utilizzare il trasporto pubblico si trova totalmente spaesato, alle fermate non sono segnalati orari e percorsi e i tempi di attesa sono lunghissimi».

Conseguenza, sostiene il portavoce del partito, di una totale assenza di pianificazione seria del traffico e del trasporto pubblico, e di una visione della città nell’ottica di una mobilità sostenibile, che coinvolga anche le competenze del Dipartimento di Architettura, inspiegabilmente mai impiegate né dall’Amministrazione comunale né tantomeno dall’Atp. iRS ritiene, infatti, che in una città come Sassari il mezzo pubblico debba diventare il principale mezzo di spostamento per i cittadini, ma non si può pensare che questo avvenga senza l’apertura di una intensa collaborazione tra l’Università e la pubblica amministrazione, valorizzando le competenze che l’Ateneo offre per quanto riguarda progettazioni di questo tipo.

Un altro aspetto importante – conclude la nota – è l’ascolto dei cittadini e degli utenti, che sono i maggiori fruitori del servizio e che devono essere assolutamente coinvolti in un processo di progettazione partecipata che raccolga le opinioni e le idee di tutti.




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