La storia di Caròla alla Pinacoteca di Oristano

Le vacanze di Caròla chiude la mostra Garau-Vassallo

Con il monologo teatrale Le vacanze di Carola, si avviano alla conclusione le mostre “Mattatoio” di Gianluca Vassallo e “Rosso Wagner e altre crisi” di Salvatore Garau. Venerdì 6 settembre, alle 21.00, presso la Pinacoteca “Carlo Contini” di Oristano, il monologo teatrale di e con Daniele Coni, prodotto dall’Associazione Culturale Bobò Scianèl di Sassari, anticiperà infatti la chiusura delle due mostre fissata per il giorno successivo.

Le vacanze di Carola di Daniele Coni

Le vacanze di Carola è il testo di un corto teatrale che nasce come monologo scritto e interpretato da Daniele Coni. È la stessa Caròla (un transessuale rumeno) che racconta per sommi capi la sua vita di prostituzione in Italia. Caròla, nel suo parlare, non ha filtri e non risparmia la crudezza che l’ha circondata fin da piccola. Nel suo paesino dell’entroterra rumeno tutti si accorgevano che quel bambino aveva caratteristiche e modi troppo femminili per potersi misurare con la mentalità chiusa e gretta di un piccolo centro. Caròla (nata Gheorghe) diventa grande in fretta e in fretta viene privata di un’adolescenza serena, vivendo esperienze troppo forti per la sua età che la condurranno sulla strada, prima in Romania e poi in Italia. Lei, al contrario di Bocca di rosa, non fa l’amore per passione, lo fa per campare, controllata dal suo “pappa” e costretta a vivere in situazioni al limite della decenza e della dignità. Il personaggio de Le vacanze di Carola sogna una vita normale, sogna un compagno gentile che la tratti come un essere umano e non come un oggetto. Sogna di poter tornare in Romania per riabbracciare i familiari che non sanno che il loro Gheorghe è, di fatto, un transessuale, anzi sono convinti che il loro figlio faccia il barbiere e conduca una vita normale. Caròla continua a rimandare le vacanze per tornare in patria perché ha paura di non essere accettata dai suoi, vive un dramma moderno e lo racconta con la semplicità di un bambino che senza freni o filtri ci porta dentro una delle tante disgraziate storie del nostro secolo. La protagonista de Le vacanze di Carola ricorda il personaggio di Elvira/Erwin, anch’esso transessuale, descritto nel film di Rainer Maria Fassbinder Un anno con 13 lune (1978), primo film nella storia della cinematografia che ha mostrato il “dietro le quinte” della produzione della carne e la catena di smontaggio di un macello per animali da allevamento. Proprio la scena del mattatoio, metafora del potere e simbolo di sopraffazione, crea parallelismi con la mostra “Mattatoio” di Gianluca Vassallo, cruda rappresentazione della società nella sua iperbole consumistica, dell’essere umano nella sua parabola disumanizzante, discendente ed eterodiretta. Macelleria sociale e icastica rappresentazione dei riti del potere, della sua impersonalità e della sua fatale serialità che ritornano, impietosi e inquietanti, nella rappresentazione teatrale, nel film e nella mostra.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Oristano




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