Oristano istituisce il registro delle unioni civili

Municipio di Oristano in piazza Eleonora

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il 6 agosto, a larga maggioranza, il regolamento che istituisce il registro delle unioni civili e stabilisce le norme che ne disciplinano l’iscrizione. Dopo Bauladu e Mogoro, Oristano è dunque il terzo Comune della provincia a dotarsene, favorendo l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico e consentendo di accedere a interventi nell’ambito delle aree tematiche riguardanti la casa, la sanità e i servizi sociali, le politiche per i giovani, gli anziani e i genitori, i diritti e la partecipazione, la formazione, la scuola e i servizi educativi, lo sport, il tempo libero e i trasporti.

Registro delle unioni civili approvato con 20 voti a favore

A favore del regolamento hanno votato i consiglieri della maggioranza e alcuni consiglieri di minoranza. Hanno invece votato contro il registro delle unioni civili i consiglieri dell’UDC Giuliano Uras, Giuseppe Puddu, Roberto Pisanu e Tonino Falconi di Oristano bene comune. Dei sei emendamenti proposti in aula, due – presentati dal consigliere di API-FLI Massimiliano Sanna sul regime giuridico e dal consigliere di Fortza Paris Mauro Solinas sui controlli da parte del Comune – sono stati approvati.

«La proposta di delibera nasce su iniziativa del gruppo consiliare del Partito Democratico, del consigliere Lilliu e di Giuseppe Lai di NoiOr – ha ricordato Mariangela Massenti del PD –. È stato il sindaco Tendas il primo ad aver parlato di unioni di fatto in modo ufficiale in questa città. Grazie a lui e alla coalizione che l’ha sostenuto oggi in quest’aula possiamo parlare dell’istituzione del registro delle unioni civili. Parlare di diritti civili, estensione di diritti anche se solo amministrativi per noi non è semplice, perché c’è sempre stato l’altro punto di vista che si è sviluppato nei mesi in questa città, da quando la proposta è nata».

«Con questo regolamento e con il registro delle unioni civili stiamo riconoscendo amministrativamente coppie che vivono insieme per un legame affettivo e di mutua solidarietà – ha proseguito la consigliera Massenti –. Si tratta di cittadini, nostri concittadini, residenti e coabitanti da più di un anno. Lo stesso statuto comunale ha tra i suoi fini fondamentali la cura e gli interessi della comunità, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dell’intera popolazione, anche attraverso azioni mirate al superamento nell’ambito dei propri poteri e delle sue funzioni, delle discriminazioni tra i sessi, promuovendo azioni positive e stabilendo norme per assicurare condizioni di pari opportunità, giustizia sociale, promuovendo i valori di libertà e uguaglianza. Questi sono i principi ispiratori di questo registro».

Il Comune di Oristano istituisce il registro delle unioni civiliDonatella Arzedi (Insieme) ha ricordato il lavoro della Commissione consiliare per i servizi ai cittadini e alle famiglie che lo ha licenziato a maggioranza: «È un regolamento estremamente significativo sul versante dei diritti civili. Un punto fondamentale nel programma della nostra coalizione, un regolamento che ha come finalità precipue sostenere i diritti dei cittadini e far crescere le condizioni di vita dei cittadini di Oristano, che si richiama al diritto/dovere di solidarietà, alla pari dignità sociale e all’eguaglianza dei cittadini sancito dalla Costituzione e al conseguente compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona».

Per Giuseppe Lai (NoiOr) «i Comuni possono trovare spazi e modi per poter rappresentare la vera realtà sociale. Possono colmare quel vuoto di rappresentanza della società italiana, delle sue istanze e della sua contemporaneità che viene imputato alla classe politica. Questo significa partecipare a un dibattito sul riallineamento della politica alla società, che è fondamentale per il nostro futuro, con gli strumenti che appartengono al nostro livello di amministrazione. Il registro comunale è uno questi strumenti e può conseguire un grandissimo obiettivo politico: rilanciare la coesione civile, decisiva nel contrasto alla crisi».

Oristano approva il registro delle unioni civiliRenato Piras (PD): «Le unioni di fatto sono legami affettivi o di mutua solidarietà, tra due persone maggiorenni, caratterizzati dalla convivenza di almeno un anno e dal contributo di entrambe le parti all’esigenza di vita comune che abbiano chiesto e ottenuto la registrazione amministrativa. Io ho una visione tradizionale della famiglia, ma non per questo ho la presunzione di negare a chi non la pensa come me il riconoscimento di diritti che devono essere uguali per tutti. Serve una legge per le unioni civili, senza distinzione di sesso, fra persone che si vogliono bene, perché è questo che chiedono tanti cittadini. L’iscrizione al registro delle unioni civili dà diritto a un’ammissione nel godimento dei servizi del Comune. È un modo per il Comune di riconoscere una realtà sociale nei fatti già esistente».

Per Mauro Solinas (Fortza Paris) «una politica che presta attenzioni alle unioni di fatto è una politica che di pari passo deve guardare alla famiglia, ai diritti della famiglia, perché a mio parere tutelare i diritti della famiglia vuol dire tutelare i diritti di tutti, senza discriminazioni di sorta».

Andrea Lutzu (PdL) annunciando il voto a favore del registro delle unioni civili ha chiesto ai consiglieri di maggioranza che «la stessa attenzione che stiamo dando alle unioni civili, sia assicurata anche ai concittadini che hanno altri problemi, che sono oppressi dalle tasse, dalla burocrazia, dalla mancanza di lavoro».

Giampaolo Lilliu (SEL – Essere oristanesi): «Portiamo a casa un risultato importantissimo, intervenendo su un tema fondamentale per la libertà dei cittadini quale quello del riconoscimento di un diritto. Non dobbiamo sminuire l’unione civile considerando che l’iscrizione serve solo per avere dei benefici, se facessimo così commetteremmo il più grande errore di valutazione. Non è così, è un diritto fondamentale».

Salvatore Ledda (Idee rinnovabili): «Attraverso i diritti dobbiamo avere la capacità di vestire la parola “amore”. Se la radice comune della parola “amore” è unione, possiamo ricondurre sempre e comunque la parola amore alla parola diritto. Poco importa di che tipo di unione parliamo, se alla base dell’unione c’è un sentimento. La politica deve vestire questo tema, che è un tema decisamente morale».

Istituito a Oristano il registro delle unioni civiliMassimiliano Sanna (API-FLI): «Diversi Comuni hanno istituito il registro delle unioni civili, che però risulta quasi di valenza simbolica. In 137 Comuni gli iscritti risultano appena 2.000. La motivazione è che i sindaci possano garantire pochi diritti perché non esiste una legge nazionale organica in materia. È un istituto più che altro simbolico, che non convince gli italiani che lo considerano inutile. Occorrerebbero azioni per pungolare lo Stato affinché accolga le raccomandazioni dell’Unione Europea che dal 2000 ha chiesto agli stati membri di garantire parità di diritti».

Giuliano Uras (UDC): «Il Consiglio vuole istituire un registro delle unioni civili che non dà particolari diritti. Indica una sensibilità nuova che questa maggioranza pone in quest’aula visti i suoi numeri, vista la sua vittoria alle elezioni. È un tema che probabilmente è sentita da una percentuale non credo molto ampia della nostra società».

Giuseppe Obinu (PD): «Approviamo un regolamento che riconosce un diritto in un mondo che cambia. Lo facciamo per dare sicurezza e protezione ai nostri cittadini, senza pensare necessariamente ad eventuali vantaggi economici, che potranno esserci o non esserci, ma non è la cosa principale e soprattutto senza togliere diritti a chi ce li ha già, cioè alla famiglia tradizionale, che mantiene i diritti che fino a questo momento ha avuto. È un segno che vogliamo dare ai nostri giovani e non solo contro l’omofobia».

Roberto Martani (Insieme): «Negli ultimi anni i figli nati fuori dal matrimonio sono il 22% del totale. È un dato importante e solo per questo fatto dovremmo parlare compiutamente del registro delle unioni civili o delle coppie di fatto. Ci sono situazioni che devono essere tutelate. Perché il regolamento abbia un significato e delle ricadute concrete nell’attività amministrativa e così nella vita quotidiana dei nostri cittadini occorre adeguare gli strumenti a disposizione del Comune a questa nuova disciplina. Ma significa riconoscere anche che non ci sono solo le coppie eterosessuali, ci sono anche quelle omosessuali. Non possiamo lavarci le mani di questi problemi. Diciamo chiaramente che vogliamo che il registro delle unioni civili sia indirizzato anche alle relazioni affettive tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. La nostra azione amministrativa deve andare in questa direzione: questo regolamento va in direzione di tutti i cittadini».

Maria Lucia Mocci (PD) ha ricordato gli articoli della Costituzione a tutela della persona e ha aggiunto: «Un semplice atto come quello di un registro delle unioni civili, dove uno può liberamente scegliere di iscriversi o non iscriversi, è una garanzia e una possibilità che noi stiamo offrendo ai nostri concittadini, a persone che fanno parte della nostra comunità. Un atto che possa servire di stimolo perché finalmente il diritto di famiglia che era all’avanguardia sino agli anni ‘70 riprenda la sua strada e si renda conto che secondo le stime statistiche le coppie conviventi supereranno di gran lunga quelle sposate».

Il sindaco Guido Tendas ha ricordato gli impegni assunti in campagna elettorale e l’attenzione da subito prestata ai nuovi diritti attraverso l’istituzione di un assessorato specifico per i cittadini e le famiglie, per i tempi e gli orari della città, le politiche di integrazione dei nuovi cittadini: «Io saluto questo regolamento come una nuova forma di integrazione. Io farei mie le parole del Cardinale Pompedda che, parlando sulle coppie di fatto, diceva: se costituiscono un fatto il legislatore dovrà regolare diritti e doveri che ne nascono».

«Il regolamento – ha concluso il Sindaco – è un investimento soprattutto sui giovani che nella loro crescita hanno il diritto di essere assistiti dagli adulti che devono riconoscere loro il diritto a crescere nella propria identità».

Oristano è così il sedicesimo Comune dell’isola ad aver istituito il registro delle unioni civili.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Oristano
Foto: Comune di Oristano in piazza Eleonora



Articoli correlati

Potrebbero interessarti anche

Top