Cosa guardare: Under The Dome

Under The Dome

Dopo mesi e mesi di rumors, notizie, anticipazioni e spoiler, finalmente è andata in onda la puntata pilota di Under The Dome, la nuova serie CBS tratta dal romanzo The Dome di Stephen King.

Under The DomeIl debutto è stato un vero e proprio successo di pubblico, i ratings sono alle stelle con 13.1 milioni di spettatori e 3.2 di share nella fascia 18-49 anni. Capiremo se la serie piace davvero al pubblico a partire dalla seconda puntata, quando gli spettatori, dopo aver visto la prima, sceglieranno se continuare a vedere la serie oppure l’abbandoneranno.

Iniziamo subito a parlare del pilot. La prima puntata è stata diretta da Niels Arden Oplev, già famoso per Uomini che odiano le Donne.

Guardatela se:

Under The Dome– Siete appassionati di Stephen King;
– Vi piacciono le serie post-apocalittiche;
– Vi piacciono i colpi di scena;
– Cercate una serie con un buon ritmo e ben recitata (quello che dopotutto tutti cercano da una serie).

Non guardatela se:

– Cercate una serie strettamente legata alla realtà;
– Vi mettono ansia gli scenari post-apocalittici;
– Non avete la pazienza di seguire una trama orizzontale, che si sviluppa puntata dopo puntata, ma cercate una serie che racconti una storia che di base inizi e finisca con l’episodio.

Di cosa parla:

Non vi annoio ulteriormente raccontandovi la trama, vi rimando direttamente al precedente articolo che lo spiega in modo esaustivo.

Punti di forza:

Iniziamo con il parlare dei personaggi. Sappiamo, perché ci è stato detto in diverse interviste dagli sceneggiatori, che ogni personaggio non è ciò che sembra a prima vista. Chi è etichettato semplicisticamente come “buono” ad una prima occhiata, potrebbe non esserlo avanzando nella serie e viceversa. Durante il primo episodio ci sono già stati presentati diversi personaggi, tanti per essere un pilot ma, essendo la città intera protagonista della serie, ciò è perfettamente comprensibile. Nonostante il numero, sono comunque ben caratterizzati e non rischiamo di confonderli l’uno con l’altro, né di confondere le loro storie. Ad una prima occhiata sembra che si giochi con degli stereotipi (la poliziotta, la giornalista, il dottore, l’adolescente eccetera), ma le varie sfumature aggiuntive che vengono attribuite ad ognuno fanno sì che da stereotipo, da personaggio piatto, diventi un personaggio a tutto tondo. Rimane comunque la curiosità di scoprire quali altarini nascondano dietro le loro maschere e quindi la voglia di scoprire di più riguardo queste persone e cosa sanno.

Under The DomeMenzione d’onore ad Alexander Koch, Junior: il suo personaggio, recitato magistralmente, riesce a tratti ad essere davvero disturbante. Junior mi ha ricordato sia il Norman Bates di Psycho (quello di Hitchock, non il recentissimo prequel), sia il Patrick Bateman di American Psycho, interpretato da Christian Bale. Questo personaggio, come avrete capito, ha attirato particolarmente la mia attenzione, come prima cosa, perché è uno dei personaggi più caratterizzati, per ora. Non ho potuto fare a meno di notare l’inquadratura sull’ora (8.47) e l’occhiata che tira Junior all’orologio quando sente il padre fare l’annuncio alla radio. Questo orario sarà rilevante oppure è uno stratagemma per farci entrare ancora di più nella trama e collocare l’evento ad un particolare momento del giorno? Inoltre, rapisce Andy perché instabile mentalmente o c’è dell’altro? Non posso fare a meno di pensare che se avesse voluto fare del male alla ragazza lo avrebbe già fatto. Le dice:

Sei al sicuro adesso. Finalmente ho capito… perché ti sei comportata in modo così strano questa mattina… è tutto collegato. So come può sembrare ma te lo garantisco, alla fine mi ringrazierai per tutto questo.

Tante le sottotrame, talmente tante che si potrebbe riempire una nuova serie tv e non annoiare.

Punti di debolezza:

Under The DomeQuello che abbiamo visto lunedì è un pilot e come tutti i pilot ha lo scopo di farci entrare nel mondo che ci stanno presentando, è quindi normale che alcuni punti risultino più lenti di altri. La lentezza, se non è tratto caratteristico della serie (come lo è invece in Rectify, ad esempio), sarà un problema a partire dai prossimi episodi.
Le musiche dal mio punto di vista sono una parte fondamentale in una serie tv. In questo caso non sono musiche incisive, passano in secondo piano e sottolineano poco quello che stiamo osservando sullo schermo. In una serie come questa, invece, sarebbe utilissimo avere delle musiche incisive e adatte alla trama. Mancano.

Rimane un ultimo elemento da analizzare: l’ambientazione. Volontariamente non lo inserisco né nei punti di forza né in quelli di debolezza perché credo sia ancora presto per dare un giudizio così netto. Sicuramente è possibile già vedere un contrasto tra la trama, l’angoscia di rimanere intrappolati in una cupola e quindi la claustrofobia che potrebbe derivarne, e l’ambientazione che nel complesso usa colori chiari, spazi ampi e aperti. Non sono utilizzati colori allegri ma preferite le tinte pastello. Questo contrasto così netto ci porta a pensare che la facciata, la chiarezza e i colori tranquillizzanti nascondano degli oscuri segreti.

Menzione d’onore a due scambi di battute:

– E se fosse stato il governo a costruire questa roba?
– Ne dubito.
– Perché?
– Perché funziona.

– Chi diavolo sei tu?
– Barbie.

La serie come avrete capito è promossa e ve la consiglio vivamente.

Vi lascio come sempre con il trailer.

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