Der puff – frammenti cantati di corpi internati: storie di donne lesbiche sotto il nazismo

Sassari condanna la violenza omofoba

Il Movimento Omosessuale Sardo, in collaborazione con MAB Teatro,
presenta: Der puff, lo spettacolo di Francesca Falchi. Con Marta Proietti Orzella e la direzione musicale di Ennio Atzeni.

Domenica 14 aprile alle ore 21.00, al Teatro Auditorium provinciale di Sassari, Francesca Falchi e Marta Proietti Orzella saranno le protagoniste di Der puff – frammenti cantati di corpi internati. Lo spettacolo, prodotto da Il crogiuolo, ha debuttato in prima nazionale nel gennaio 2013 alla III edizione della rassegna “Sguardi S-velati: punti di vista al femminile”, curata da Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano, e partecipato alla XVIII edizione de “Il garofano verde – scenari di teatro omosessuale”, a cura di Rodolfo Di Giammarco.

der puffDIRITTI AL CUORE D.O.C. – Con Der puff, il lavoro di Francesca Falchi sulle donne lesbiche sotto il nazismo – che venivano violentate e uccise due volte, sia nei campi di sterminio che con la negazione stessa della loro esistenza e delle loro identità – parte il lungo percorso di Diritti al cuore D.O.C., che si concluderà l’8 giugno con un grande corteo cittadino e un concerto in piazza Tola. Dietro il motto “Diritti, Orgoglio, Cittadinanza”, Diritti al cuore, la manifestazione contro omofobia, razzismo e sessismo rilancia e antepone l’urgenza di interventi concreti alla semplice testimonianza di solidarietà. Interventi legislativi ma anche sociali e culturali, a partire dal linguaggio, mai così sessista e carico di odio come nell’ultimo periodo.

Der puff segna anche un altro primato: la riapertura dell’Auditorium provinciale, da tempo in attesa di essere messo al servizio della scuola e della città. Lo spettacolo gode del patrocinio della Provincia di Sassari.

LO SPETTACOLO – Numerose furono le lesbiche, più o meno note, che combatterono strenuamente il nazismo a rischio della propria vita; che furono costrette all’esilio o che, ancora peggio, subirono la prigionia nei campi di concentramento, trovandovi, in molti casi, la morte.

Lo spettacolo si propone di raccontare, servendosi della forma del cabaret, le storie di queste donne, utilizzando come punto di partenza ideale Il Macinapepe (Die Pfeffermühle) di Mann-Giehese: le canzoni “lesbiche” dell’epoca si intrecceranno con brevi monologhi e dialoghi che esaltano la grevità dell’argomento, stemperata dalla levità dell’intrattenimento goliardico.

der puffLe donne individuate non sono tutte note: alcune sono donne normali delle quali è rimasta una lieve traccia che ha fatto sì che la memoria del loro calvario spirituale e fisico non rimanesse confinata nell’oblio; altre sono artiste che hanno contribuito con il proprio lavoro a denunciare la situazione di bestialità nella quale la Germania era precipitata con l’avvento del nazismo e con il conseguente genocidio programmato del popolo ebraico.

Altre ancora sono state sfiorate dall’incubo nazista, che le ha comunque profondamente segnate e i cui orrori hanno raccontato fino alla fine dei loro giorni.
Da Frieda Belifante a Christa Winsloe, da Charlotte Salomon ad Hanna Hoch, da Henny Schermann ad Elli Smula, da Elisabeth Wust e Felice Schragenheim ad Annemarie Schwarzenbach e Claude Cahun, fino alle sopracitate Erika Mann, Therese Giehse, Claire Waldof e alle tante rimaste sconosciute.

Le biografie, a volte complete a volte frammentarie, di queste donne testimoniano la loro volontà di opporsi triplicemente ad un sistema che le sminuiva in quanto ebree, in quanto donne e in quanto lesbiche e a una situazione politica che ne condannava la condotta “morale”, colpendole direttamente attraverso la deportazione o costringendole all’esilio.

La scelta di trattare questo argomento è stata dettata dalla volontà di mettere in luce una storia/storia omessa: da un lato quella legata all’azione fattiva mirata alla salvezza del popolo ebraico e al disvelamento dei piani nazisti nei confronti degli ebrei, delle minoranze e dei “deviati”, dall’altra quella del movimento lesbico che al momento dell’avvento del nazismo (come accadde anche in Italia durante il fascismo) venne costretto a “non esistere”.

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Francesca Falchi – Cagliari, 1970. Nel 1994 si diploma alla Scuola di Teatro di Bologna. Nel 2003 pubblica il saggio El juanero – Pasolini e la Spagna. Nel 2007 debutta con il suo primo testo teatrale Frida che nacque due volte, messo in scena dalla compagnia teatrale Fueddu e Gestu. Nel 2009 è finalista con Frida che nacque due volte al Premio di drammaturgia “Oltreparola”. Nel giugno del 2010 debutta con Il lupo e il cielo spinato. La favola nera di Esther H. (autrice e interprete) sulla figura di Etty Hillesum. Nel giugno 2011 è ospite della rassegna “Garofano verde” 2011 con Der puff – primo studio. Nel settembre 2011 è finalista alla II edizione del Premio di Drammaturgia “Avamposti d’Autore” con il testo Degeneration/Degenderation. Nel novembre 2011 il saggio El juanero – Pasolini e la Spagna viene tradotto in Spagna dalla casa editrice Alreves di Barcellona. È finalista alla X edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Teatro “Nicola Martucci-Città di Valenzano” 2012 sezione Premio Attore, con il monologo Giovanna D’Arco (autrice e interprete). È vincitrice della I edizione del Premio “Lunarte Festival” 2012 con il monologo L’Alba della sposa, che ha debuttato a dicembre in Prima nazionale al Castello di san Michele a Cagliari, all’interno del progetto Six memos di Daniele Ledda. È semifinalista ai Teatri del Sacro 2013 con il progetto CANOSSARIUM del quale è ideatrice, autrice della drammaturgia e interprete (in scena con lei Rita Atzeri) presentato da Il crogiuolo di Mario Faticoni.

Marta Proietti Orzella – Si laurea con lode in Scienze Politiche con la tesi Teatro e rivoluzione: l’esperienza del maggio francese. Vincitrice di una borsa di studio della Regione Sardegna, si diploma all’Ecole Florent di Parigi (4 anni) dove studia recitazione e regia. Seguono stages e laboratori sulla Commedia dell’Arte. Ha al suo attivo numerose esperienze come attrice per varie compagnie e coordina laboratori teatrali. Partecipa al Festival des Jeunes Talents a Parigi con lo spettacolo Les Thesmophories, segnalandosi come migliore attrice protagonista. Risulta finalista in diversi premi teatrali (fra cui lo “Jacques” a Parigi) e concorsi fra cui “Prova d’attore” a Torino e “La parola e il gesto” a Imola. Nel 2007 è vincitrice del Premio Nazionale Teatrale “Plauto” per l’interpretazione di Quarquoia in Mostellaria, con Massimo Venturiello per la regia di Beppe Arena. Nel 2007 interpreta Elda in Che fine ha fatto Baby Bambola?, per la regia di A. Petris, con Mauro Bronchi. Nel 2011 interpreta Martirio ne La casa di Bernarda Alba (regia M. A. Calvisi), Programma “Cultura”, Commissione Europea, in collaborazione con Tomcsa Sandor Theatre (Romania), Academy of Humanities and Economies (Polonia) e Boga Net (Spagna). È del 2012 lo spettacolo comico-musicale Fritto misto e baccalà con i NoiseOff, di cui cura drammaturgia e regia. Partecipa al master selettivo con la compagnia “Los sentidos” di Barcellona e viene scelta per lo spettacolo Fermentaciòn regia E. Vargas (2012). Attualmente è docente di corsi di dizione e del corso over 30 per la Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari. Interpreta il ruolo di “Suora Chiesa” nel film Finalmente la felicità di L. Pieraccioni (2011).

Per maggiori informazioni:

Foto: Diritti al cuore 2011



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