A Cagliari la sedicesima edizione della rassegna “Forma e Poesia nel Jazz”

Forma e Poesia nel Jazz a Cagliari con Paolo Fresu

Consueto appuntamento di primavera, a Cagliari, con il jazz di qualità: dal 19 aprile al primo giugno ritorna la rassegna “Forma e Poesia nel Jazz”, quest’anno al traguardo della sua sedicesima edizione. Con un’importante novità: dall’associazione culturale Shannara, che ne ha guidato il cammino dal 1997, il timone passa alla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz; un sodalizio nuovo ma che già nel nome suona come una garanzia di continuità.

La Brass Bang! di Paolo Fresu, Steven Bernstein, Gianluca Petrella e Marcus Roja; il chitarrista Fabio Zeppetella con il suo progetto “Jobim Variations”; il duo della cantante Simona Bandino con il pianista Peter Waters; il P.O.V. Quintet del batterista Alessandro Paternesi; l’Enchantment Quartet del trombettista Fabrizio Bosso; l’ElecTrio di Roberto Gatto: questi i protagonisti del cartellone allestito con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo e Assessorato del Turismo), della Fondazione Banco di Sardegna, della Provincia e del Comune di Cagliari.

Forma e Poesia nel Jazz: il programma

Partenza col botto, il 19 aprile al Teatro Lirico (ore 21.00), degna cornice per il concerto della Brass Bang!, l’esplosivo, piccolo-grande ensemble di soli ottoni che riunisce sotto la sua insegna quattro stelle di prima grandezza del jazz contemporaneo: due trombettisti, il sardo Paolo Fresu, fra i maggiori protagonisti del panorama italiano di questa musica, e l’americano Steven Bernstein, una delle personalità più prolifiche della scena downtown di New York; il trombonista barese Gianluca Petrella, considerato fra i grandi specialisti dello strumento a coulisse (come dimostra il suo ragguardevole palmarès), e quello che per molti è invece il miglior suonatore di basso tuba al mondo, il newyorkese Marcus Rojas. Il repertorio annunciato è lo stesso che a fine aprile confluirà nella registrazione in studio del primo disco di Brass Bang!: brani perlopiù originali, firmati in parti uguali dai quattro componenti, ma anche riletture di pezzi come As Tears Go By dei Rolling Stones, Manic Depression di Jimi Hendrix e Black and Tan Fantasy di Duke Ellington.

Dopo il concerto inaugurale, proposto in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, la rassegna si trasferisce per i successivi appuntamenti (tutti con inizio alle 21.00) al Piccolo Auditorium in piazzetta Dettori.

Doppio impegno in programma il 3 maggio. Si comincia con le “Love Notes” della cantante cagliaritana Simona Bandino e del pianista australiano Peter Waters. Poi, a tenere banco saranno le note di “Jobim Variations”, l’omaggio del chitarrista Fabio Zeppetella a uno dei padri della bossa nova, Antonio Carlos Jobim, già consegnato alle tracce dell’omonimo disco del 2009. Ad affiancare Zeppetella sul palco, tre musicisti del calibro di Danilo Rea al pianoforte, Ares Tavolazzi al contrabbasso (entrambi già presenti anche nel disco) e Ellade Bandini alla batteria.

Dal tributo a una leggenda della musica brasiliana ai volti nuovi del jazz “made in Italy”: la sera dopo, sabato 4 maggio, la scena è tutta per il P.O.V. Quintet del batterista Alessandro Paternesi, che l’anno scorso ha debuttato come leader e compositore con il suo primo album, Dedicato. Insieme a lui, alle prese con piatti e tamburi, il progetto P.O.V. (Point of View) approda a Cagliari con Simone La Maida ai sassofoni, Federico Casagrande alla chitarra elettrica, Gabriele Evangelista al contrabbasso e al pianoforte Enrico Zanisi, Miglior nuovo talento italiano del 2012 per l’annuale referendum Top Jazz promosso dalla rivista Musica Jazz (che al terzo posto della stessa categoria ha visto piazzarsi proprio Alessandro Paternesi).

Il 17 maggio la rassegna cagliaritana punta i riflettori sull’Enchantment Quartet del trombettista Fabrizio Bosso, qui con il giovane e talentuoso Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. Nato nel 2011 per registrare con la London Symphony Orchestra e gli arrangiamenti del Maestro Stefano Fonzi l’omaggio di Fabrizio Bosso a Nino Rota nel centenario della nascita (Enchantment – L’Incantesimo), il quartetto ha maturato, concerto dopo concerto, una propria sonorità. Da qui la decisione di far vivere questa formazione anche senza l’orchestra, con un repertorio che comprendesse brani di Rota per il cinema, come le musiche per Il Padrino, Romeo e Giulietta, Amarcord, il Gattopardo e La dolce vita, ma anche brani originali di ciascuno dei componenti dell’Enchantment Quartet.

Come ad ogni edizione, anche stavolta “Forma e poesia nel jazz” ha in calendario un appuntamento tra musica e letteratura alla Galleria d’Arte di Paola Frau, in via La Marmora, nel quartiere di Castello: il 25 maggio alle 20.00.

Sette sere dopo, sabato primo giugno, l’ultimo impegno per questa edizione numero sedici della rassegna: il compito di chiudere i giochi, al Piccolo Auditorium (sempre con inizio alle 21.00), spetta a un altro grande protagonista del jazz italiano, il batterista Roberto Gatto, alla testa del suo ElecTrio, con Alfonso Santimone al piano e al Fender Rhodes, e Pierpaolo Ranieri al basso, qui con la partecipazione dell’altosassofonista Gaetano Partipilo. Un progetto che, senza dimenticare il legame con la tradizione, si muove all’insegna della sperimentazione tra sonorità elettriche e improvvisazione, dando vita a una performance multiforme in cui si alternano atmosfere di grande energia e groove a momenti di lirismo e sonorità progressive.

Foto: © Roberto Cifarelli




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