Abbanoa causa di emergenza sociale. Da Sassari ad Alghero, tra disservizi e bollette “choc”

Palazzo Consiglio Regionale a Cagliari

Sassari senz'acqua, Sindaco contro Abbanoa“Ormai non passa settimana senza la quale Abbanoa non interrompa, a causa di interventi urgenti sulle condotte al collasso, il servizio idrico cittadino”. È quanto ha affermato ieri il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, definendo i continui disservizi “una vera indecenza” e invitando la Regione e il presidente Cappellacci a fare “sino in fondo la sua parte, per risolvere quella che è diventata a tutti gli effetti un’emergenza sociale, non solo a Sassari ma in quasi tutti i Comuni della Sardegna”.

Emergenza che riguarda non soltanto le interruzioni del servizio idrico, ma anche il costo elevato di molte bollette. Mentre la seconda città dell’isola viveva la sua ennesima giornata senz’acqua, infatti, Abbanoa scagliava contro i cittadini algheresi quello che iRS ha definito un vero e proprio “attacco brutale”: in migliaia dovranno pagare, entro dieci giorni, una cifra forfettaria media di 800 euro a bolletta, per il rendiconto degli ultimi cinque anni di consumi.

Dal sindaco di Sassari a iRS: tutti contro Abbanoa

“Dato che Abbanoa non ha mai effettuato la lettura dei contatori, viene chiesto ai cittadini di pagare un consumo presunto e non il consumo effettivo. Come se non bastasse – prosegue iRS – le bollette, con i bollettini di pagamento, sono state recapitate 50 giorni in ritardo rispetto ai termini entro i quali possono essere contestate.”

Bollette choc ad Alghero, iRS contro AbbanoaGli indipendentisti considerano questo atteggiamento un vero e proprio “ricatto con l’utenza civile”, alla quale non è peraltro concessa alcuna dilazione di pagamento: “o si paga subito o Abbanoa stacca l’acqua”.

Reazione che, secondo gli esponenti di iRS, non è altrettanto perentoria e radicale con le strutture dipendenti dai Ministeri dello Stato italiano nell’isola: “vengono sollecitate, ma non altrettanto perseguite le caserme della Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri, le Prefetture, le basi militari (ne è esempio la base di Quirra che non paga), la sanità pubblica, gli assessorati – per debiti che ammonterebbero a ben oltre 300 milioni di euro“.

Ma c’è anche chi con Abbanoa vanta un credito di 38 milioni di euro: l’Enas, ente regionale che gestisce i bacini. “Chi bussa però con forza alle porte del gestore unico come maggior creditore – ricordano gli indipendentisti – è Acciona (ex Pridesa), multinazionale spagnola presente in Sardegna da più di dieci anni, alla quale Abbanoa affida gli appalti della depurazione a Cagliari, nell’Oristanese e in Gallura”.

iRS ritiene inaccettabile che una S.p.a. come Abbanoa, che più che una società di gestione idrica è un carrozzone politico – che “ha prodotto un buco nero da 800 milioni di euro” –, continui a fornire un servizio pessimo e a vessare in questo modo i cittadini.

Bollette choc di AbbanoaSempre ad Alghero, infatti, nell’aprile del 2012, si era verificato un caso molto simile a quello sopra descritto: Abbanoa aveva interrotto il servizio per morosità ad una quarantina di famiglie del Nucleo San Michele, senza avere mai recapitato le bollette. Gli utenti fecero ricorso dopo che Abbanoa aveva già staccato l’acqua e, il 19 febbraio, il Presidente della sezione civile del Tribunale di Sassari, Silvio Lampus, diede loro ragione.

Secondo il giudice, gli utenti che per anni non ricevono fatture, o solo solleciti generici, e poi si ritrovano nella posta intimazioni ultimative, come in questo caso, non devono ritenerle più valide. Come si legge nella sentenza, riportata su La Nuova Sardegna del 24 febbraio 2013, «non occorre valutare se il sollecito sia astrattamente legittimo, ma se lo sia in concreto» riguardo all’entità della mora «che deve essere cospicua. Nel quadro di un principio di buona fede contrattuale, deve osservarsi che il fornitore non può, da una parte, far lievitare il credito fino a fargli raggiungere misure assai elevate, lasciarlo “invecchiare” fino al limite della prescrizione per poi non solo richiederne il pagamento ma anche con il rifiuto di erogare ulteriori prestazioni».

iRS consiglia, dunque, ai cittadini di effettuare l’autoriduzione della bolletta, andando alle poste e pagando un bollettino di 5 euro, intestato ad Abbanoa, con causale “acconto autoridotto per sopraggiunte difficoltà economiche“, onde evitare che Abbanoa stacchi l’acqua per morosità. Dopodiché, presentare subito il ricorso allo stesso gestore.

Da Abbanoa ad Abba Libera“L’acqua è un bene collettivo e deve essere pubblica – concludono gli esponenti di iRS – e pensiamo sia legittimo che il servizio idrico venga gestito dai Comuni come è sempre stato, creando un coordinamento tra chi ha le fonti e chi non le ha, nel rispetto della morfologia di prossimità, regolamentato da un indirizzo della Regione Autonoma della Sardegna”.

Per questo motivo invitano, infine, il Comune di Alghero e tutte le Amministrazioni comunali a revocare la delibera di adesione ad Abbanoa, affinché non si rendano complici di questo sistema di gestione. Ricordando che Abba Libera, associazione fondata da iRS nel 2007, ha sempre sostenuto i Comuni che hanno mantenuto la gestione autonoma dell’acqua e si sono rifiutati di cedere gli impianti ad Abbanoa.

Foto: Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, Cagliari



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