Rita Levi-Montalcini: “il mio scopo era la curiosità”

Rita Levi-Montalcini (Torino, 22/04/1909 – Roma, 30/12/2012)

«Può sembrar strano che una persona che ha vissuto quasi un secolo pensi al futuro, ma a me non interessa affatto sapere come e quando morirò; quello che può rimaner di me sono i messaggi che mando, basati sulla conoscenza.»

«Io non vedo difficoltà a realizzare un connubio scientifico ed etico. La scienza è la ricerca della verità, l’etica è quella che risponde a questo. Rispondere a quell’esigenza del momento dal punto di vista della conoscenza, prima di tutto, e di utilizzo della componente migliore del nostro cervello.»

«La scienza di per sé non può avere il lucchetto. Il lucchetto al cervello sarebbe un lucchetto a quello che ha di più alto l’homo sapiens: l’utilizzo cognitivo, che non è delle altre specie.»

«Il progresso è la capacità di indagare, dal punto di vista scientifico, e di aiutare quelli che non hanno il privilegio di appartenere alla cosiddetta élite scientifico-tecnologica.»

«La componente emotiva del cervello io la ritengo colpevole di tutto quanto di tragico capita attorno a noi. […] Nel futuro vedo un completo controllo del nostro modo di agire, dalla neocorteccia cognitiva e non dal sistema emotivo.»

«L’emotività è il modo di vedere il mondo dal punto di vista della componente primitiva del cervello, il cosiddetto sistema limbico.» [Che non ha nulla a che vedere con ciò che noi chiamiamo anima.]

«L’uomo è un fossile che porta il ricordo del passato. […] L’uomo non nasce con il bisogno di fare del male, diventa autore del male perché è gregario, perché accetta passivamente l’ordine del cosiddetto capo

«Io ritengo che sia d’obbligo, da parte dei governanti, l’aiuto finanziario alla ricerca, su basi di merito e non di appartenenza a gruppi di potere.»

[Ognuno di noi può] «chiedere di mettere fine a una vita che non ha più senso, per dolore o per mancanza di capacità mentali; quindi il testamento biologico è un’eccellente cosa che deve essere permessa […] e che io approvo completamente.»

«Per me la morte non conta niente, quello che conta è che i messaggi che abbiamo mandato in vita siano raccolti dagli altri, particolarmente dai giovani.»

[Il giorno delle elezioni politiche del 14 aprile 2008 ha atteso mezz’ora in piedi per votare, perché alcuni elettori si sono rifiutati di farla passare avanti.] «Era logico. Perché io sono come tutti gli altri, non c’era motivo di darmi il privilegio di passare davanti agli altri, essendo ancora in condizioni buone. Io non vedo in me una differenza da tutte le altre persone di questa età, non di merito.»

© Che tempo che fa – Rai3
Fonte: Youtube

rita levi-montalcini

Stoccolma, 10 dicembre 1986 – Premio Nobel per la Medicina

Motivazione: “La scoperta del NGF all’inizio degli anni ’50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo.”



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