Il secondo pianeta

il secondo pianeta

L’enorme pianeta a forma di vagina è morto da tempo.
È tenuto in vita grazie a delle macchine ma continua a sfornare corpi con ritmi fordisti.
Il sindaco inaugura gli ultimi ammassi di carne tagliando il cordone ombelicale con le forbici d’ordinanza. In prima fila ci sono il cardinale, il medico e il giudice.

L’enorme vagina ora si limita a funzioni di incubatrice ma in passato era un pianeta vitale.
Lo scontro intellettuale e fisico era fecondo e regolato, la guerra ciclica e pianificata era intesa come sola igiene del mondo. Per quattro, sette giorni al mese la vagina gigante era teatro di spargimenti di sangue. Le strade erano invase dal sangue arginato a fatica da garze e cerotti.
La guerra era anticipata dalla sindrome premestruale, gli abitanti in preda a sbalzi d’umore davano segno di aggressività. Questo era un utile campanello d’allarme che permetteva ai non temerari di correre al riparo ed evitare lo scontro.

Poi intorno al pianeta vagina si formò un campo geomagnetico alimentato dalle frequenze di radio vaticano. Il pianeta cercò invano di resistere all’inesorabile attrazione.
L’enorme vagina si ammalò per colpa delle onde elettromagnetiche, entrò in chemio, venne completamente rasata. Debole e rassegnata fu fatta prigioniera, con i pochi peli rimasti le fu rasato un triangolo rosa, in stile nazista.

La debolezza annullò ogni aspirazione al conflitto, la società divenne armonica, malata d’atarassia. Gli abitanti deboli e malaticci vennero gettati dalla rupe dopo le diagnosi preimpianto.
I confini dell’enorme vagina furono infibulati con del filo spinato, l’armonia del pianeta fu preservata da forestieri e idee estranee. Dal grande traliccio a forma di dildo partiva la rassicurante propaganda radio-tv che elogiava la politica del pianeta.
Le parate militari soddisfacevano il suolo della grande vagina con il ritmico battito degli stivali.

Il pianeta fu diviso in due da un enorme imene colorato da graffiti.
Alcuni militanti si rifugiarono nell’ex consultorio, adibito a sexy-shop. Gli eroi premerono il pulsante del piacere atomico e il muro dell’imene si ruppe. I preti e gli obiettori di coscienza appostati nelle torrette e i media conservatori non spararono. Molti portarono via brandelli dell’imene come souvenir.

Dal monte di Venere Simone de Beauvoir leggeva le tavole del Secondo Sesso.
Villaggi della grande vagina vennero distrutti da terribili tsunami, il terribile Squirting Universale.
Coppie di piattole e parassiti furono tratti in salvo. L’enorme vagina cessò d’esistere a causa del riscaldamento globale della menopausa. Probabilmente causato da enormi templi-vibratori, più inquinanti di mille suv innalzati per magnificare la potenza del pianeta. Venne così concepita l’idea finale, un’enorme pillola contraccettiva malthusiana avrebbe posto fine alla vita, stendendo un enorme burka sul pianeta.



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Andrea "Tabagista" Frau

La sua satira elitaria inquieta il potere. Ama litigare quando è sbronzo, canticchiare la Locomotiva e ridere rumorosamente.

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