On Xmas Gay

matrimonio gay

Il Papa, il matrimonio gay, gli olandesi e lo sbattezzo.

E allora?
Com’è andata? Come avete passato il Natale? Siete sopravvissuti alla Grande Adunata dei Parenti? Avete dato scandalo o avete rispettato il voto di non toccare neanche un goccio di alcol, per evitare i momenti imbarazzanti? Vi siete rimpinzati fino a scoppiare? E poi vi siete pentiti di esservi rimpinzati fino a scoppiare?
Bene, perché io non ho toccato cibo! Sono rimasta a letto, isolata dal mondo, chiusa nella Bastiglia senza neanche una gemella cattiva che regnasse al mio posto. Eh, sono problemi.

Comunque… non so se ci avete fatto caso, ma nel tradizionale discorso di Natale alla Curia Romana, Papapapapa Ratzi (da pronunciare sulle crome del ritornello di Poker Face) ha deciso che non aveva ribadito abbastanza il concetto che i gay gli fanno schifo. Quindi, dopo aver detto che il matrimonio gay è una ferita per la pace, venerdì ha raddoppiato dicendo che è addirittura un attentato – e non solo alla famiglia tradizionale, ma anche all’umanità stessa.

«Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante, ha mostrato che l’attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all’autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda. Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana, ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini.»

Vi lascio un momento di silenzio per mettere in ordine le subordinate. Ditemi quando avete finito e vi siete indignati a sufficienza.

Bene, adesso che siete indignati, imparate dagli olandesi – sempre siano lodati – che hanno intrapreso diverse iniziative volte a far capire a Benny16 che è ora di… basta.
Su Facebook hanno creato una pagina per chiedere ai fiorai olandesi di non inviare più l’omaggio floreale al Papa, una tradizione pasquale che dura da quasi trent’anni. La pagina, in una settimana, ha raggiunto quasi 30.000 “mi piace”.
Hanno anche iniziato a sbattezzarsi in massa, sempre per protesta, grazie al sito internet ontdopen.nl che li aiuta nella pratica e che è passato da 10 a 10.000 visite giornaliere dopo il discorso del Papa. (In Italia si può fare dal sito dell’UAAR.)
Infine, il Ministro degli Esteri Frans Timmermans ha dato una tirata d’orecchi al Papa – un politico che si permette di riprendere il Papa, ve l’immaginate? Da noi avrebbe vita breve, poraccio. A Timmermans è stato chiesto dal COC, associazione per i diritti LGBT olandese (che ha poco da fare, immagino), di fare pressioni perché il Vaticano perda il suo attuale status di Osservatore Permanente all’ONU, posizione che gli ha permesso, fra l’altro, di fermare la depenalizzazione dell’omosessualità.

E in Italia? Come stiamo reagendo a questa campagna spietata contro gli omosessuali, le streghe del XXI millennio?
C’è stata una breve, anzi, brevissima protesta durante l’Angelus del 16 dicembre, ma è finita con il fermo dei manifestanti e il sequestro dei pericolosissimi fogli di carta (non ditemi che non vi siete mai tagliati con la carta, non ci credo!).

E poco più.
Ma se una protesta in Piazza San Pietro è tutto quello che possiamo fare, dovremmo almeno organizzare una cosa in grande. Ora, per quest’anno è tardi, ma perché non radunarsi in un centinaio di cantori e intonare un bel canto natalizio come Hark! the Herald Angels Sing? Ovviamente nella versione del London Gay Men’s Chorus:

Chi ci sta?
Ah, ricordatevi di portare il sacco a pelo, in caso: non so se in Questura ve lo danno.
Dal mio blog: Shame & Prejudice


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