Dyke, che cantemo!

Dyke: sigle di film e telefilm lesbici

dai che cantemoC’era una volta – o forse c’è ancora, ma io non lo so – in quel di Verona, e dintorni, una raccolta di testi e accordi di canzoni, sacre e profane, che si usava nelle varie occasioni di ritrovo, per animare la messa o la serata tra amici. Molto diffuso nei gruppi parrocchiali, negli scout e compagnia bella, questo libretto offriva la possibilità di divertirsi con poco, di evitare le (allora non così di moda) serate karaoke e di riempire l’ultima fila del pullman di, ehm, chiamiamoli canti – anche se non sempre l’intonazione veniva portata in gita assieme. La raccolta, forse stampata dalla Diocesi, si chiamava Dai… che cantemo!
Io non frequento la parrocchia almeno da un decennio e sono scappata dagli scout dopo un paio d’anni, ma ho una comunità lesbica da intrattenere, perciò propongo la mia personale raccolta, intitolata Dyke, che cantemo! – bello, vero?
Per questa volta, propongo una raccolta di alcune significative canzoni di alcuni significativi film e telefilm a tematica lesbica. Il tutto, chiaramente, a mia totale discrezione – perciò non chiedetemi perché ho messo quella canzone e non l’altra: probabilmente non lo so nemmeno io. Se invece avete suggerimenti su altri film e telefilm lesbici che in questa raccolta non dovrebbero mancare… non vedo l’ora!

Per cominciare bene, direi di iniziare con una commedia e con una bella carica di energia, direttamente dalla Spagna.

(QUI il testo)

Film e canzone si intitolano allo stesso modo: A Mi Madre Le Gustan Las Mujeres. Non molto conosciuti in Italia, ma abbastanza famosi – specialmente il film – nella comunità lesbica. Se già dopo un ascolto vi ritrovate a cantare il ritornello, be’, lo scopo del Dyke, che cantemo! è già stato raggiunto… Ma questa era facile!

Better than Chocolate è un film canadese del 1999, ha una bellissima colonna sonora, nella quale compare anche La Traviata del compianto Giuseppe Verdi, e il titolo trae origine da un verso della canzone Ice Cream di Sarah McLachlan, che si sente nell’ultima scena del film – che non voglio rovinarvi, se non l’avete ancora visto. Vi propongo questa versione live con chitarra, batteria, basso e voci, ai quali potete unirvi, se avete una chitarra a portata di plettro.

(QUI testo e accordi)

Dopo una commedia, non vi faccio mancare la poiana. Il film l’avete visto di sicuro (anche se non è proprio proprio lesbico) e la canzone la conoscete di sicuro, perciò vi lascio alle lacr… ehm, all’ascolto di Boys Don’t Cry, versione The Cure (anche se nel film compare la versione di Nathan Larson).

(QUI testo e accordi)

I Can’t Think Straight è un altro “classico” del cinema lesbico e ha una colonna sonora interessante. Molto interessante – specialmente per le due canzoni di Leonie Casanova. O forse è Leonie Casanova ad essere interessante: cantautrice afro-italiana con base a Londra, Leonie è riuscita a pubblicare il suo album grazie al crowdfunding online e, tra l’altro, ha partecipato come attrice all’altro film diretto da Shamim Sarif, The World Unseen, nel quale ha interpretato la domestica di colore di Amina.

E poi è gnocca, cosa da non sottovalutare.

Questa è la sua Little Feeling.

(QUI il testo)

Nel caso di Imagine Me & You, è stata la canzone a dare il titolo al film, infatti “imagine me and you” è il primo verso di entrambe le strofe di Happy Together dei Turtles.

(il tizio con la maglia arancione, che suona il corno come fosse un cembalo, è l’antenato di Mangoni!)

La canzone è del 1967 e il film del 2007. La band The Turtles, per sonorità e pettinatura, puntava ad eguagliare i Beatles e invece… Gianni Morandi ha fatto una cover tradotta (come andava di moda allora) della loro Elenor – che in italiano è diventata Scende la pioggia. Che culo.
Il film è una commedia inglese, ambientata a Londra, ma molto hollywoodiana e molto soft, che potete far guardare anche ai vostri genitori, dato che non c’è sesso esplicito.
La canzone, Happy Together, compare nell’ultimissima scena, che sicuramente ricorderete e se non ricordate, guardatevi il dvd – è inutile fingere: è uno dei pochi film senza poiana, ce l’avete per forza!

Torniamo in Spagna e torniamo al drama, perché non cantiamo tutti insieme – così come avviene nella serie – Se me olvidó otra vez?
Nono, mettete via le lamette e tirate fuori i fon dalla vasca: non vi farò vedere la scena corale più stracciapal… ehm, strappalacrime della storia della televisione. A meno che non siate proprio masochiste (non la volete vedere o rivedere, fidatevi).
Però non mi sembra giusto abbandonare (ella)Pepa y Silvia all’oblio per un po’ di poiana, anche perché Los Hombres De Paco era una commedia, prima. Quindi, eccola, Se me olvidó otra vez, nella bellissima versione dei Manà:

(QUI testo e accordi)

Siccome ora starete tutte piangendo perché non avete dato ascolto al mio consiglio e siete masochiste, vi do una doppia razione di LHDP: la prima scena davvero PepSi, con My Soul Ghost di Dana Kerstein in sottofondo e la partecipazione straordinaria di Don Lorenzo Castro (padre di Silvia) y sus santisimos cojones.

Malamente importata in Italia come L’altra metà dell’amore, Lost and Delirious è la madre di tutte le poiane, dato che la denominazione “poiana” deriva proprio dall’ultima scena di questo film.
Non potevo esimermi dal citare, in questa raccolta, almeno una delle sue canzoni e ho optato, onde evitare altri suicidi, per Beautiful di Me’shell Ndegéocello (questa, da cantare, è niente: il problema più grosso s’incontra nel pronunciare il cognome della cantante), che si sente mentre Tory e Paulie trombano di gusto.

(testo e accordi)

Un’altra colonna sonora bellissima la troviamo in Out at the Wedding, un film indipendente che in Italia è praticamente sconosciuto, una commedia degli equivoci, le cui protagoniste sono due sorelle. Sorelle erano anche Rosemary Clooney e Vera-Ellen in White Christmas dove cantavano un brano, composto dal mitico Irving Berlin, intitolato proprio Sisters (con Vera-Ellen doppiata da Trudy Stevens), sulle note del quale si apre Out at the Wedding.

(QUI il testo)

In questa rassegna non poteva mancare lo show lello per eccellenza. Sopravvalutato allora, sottovalutato oggi. Un telefilm del quale, a tre anni di distanza dalla sua chiusura, si parla ancora, anche se solo per denigrarlo, a volte. Di The L Word vi rammento… no, non quell’orrida sigla breathingfighingfuckingcrying e neanche le canzoni di Leisha Hailey (con le Murmurs prima e le Uh Huh Her dopo): troppo facile! Di quella serie tv, vi propongo un pezzo di musica classica: il bellissimo duetto al femminile, tra Lakmè e Mallika.

(QUI testo e traduzione)

Lakmé è un’opera in tre atti del compositore francese Léo Delibes. Lakmé (soprano) è il nome della protagonista – che fantasia, è come se la protagonista dell’Aida si chiamasse Aida – e, nell’aria chiamata Duetto dei fiori, canta assieme alla sua serva Mallika (mezzosoprano).
In TLW il brano si sente due volte, nella puntata Lone Star della terza stagione. La prima volta è un flashback di quando Bette e Alice stavano insieme, un’interessante  rappresentazione dell’opera, talmente bella da farti venire un orgasmo.
La seconda, Bette riconosce il duetto alla radio e chiede a Alice: «Te la ricordi quest’aria?» ed Alice, con dietro un imbarazzatissimo Angus (oddio, Angus, ve lo ricordate?): «Oh, you mean our third date, when you finger-fucked me at the opera before telling me you didn’t think we were right for each other? Oh, and that you had just met a straight girl that you thought you might fall in love with. No. I don’t remember a thing».



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