Donare “mi piace”

Giornata Nazionale Fidas

La III Giornata Nazionale Fidas e l’importanza della donazione.

Il rapporto della XV Assemblea provinciale della FIDAS Verona (Federazione Italiana Donatori Associazioni di Sangue) inizia così:

Da diverse settimane nella home page del nostro sito web appare questo messaggio: “Anche in un anno particolare come il 2011 le donazioni Fidas Verona sono aumentate. Grazie a tutti i nostri Donatori”. Non si tratta di autocompiacimento ma di grata ammirazione.

Da mesi ripetiamo che la crisi economica potrebbe avere un impatto profondamente negativo sulle donazioni di sangue, per almeno tre motivi. Primo, chi teme di perdere il posto di lavoro, anche se ancora tutelato formalmente, è molto più restio che in passato ad avvalersi del diritto alla giornata di riposo. Secondo, la ricerca condotta nel 2011 dalla Fidas nazionale con la fondazione Censis ha messo in evidenza che tra i donatori periodici di sangue la percentuale di chi è inattivo o disoccupato (25%) è significativamente inferiore a quella nella popolazione generale di pari età (43%), segno che il disagio sociale di chi non trova o non ha più un lavoro toglie una spinta motivazionale di fondamentale importanza. Terzo, il taglio dei finanziamenti per il Servizio Sanitario si ripercuote sul settore trasfusionale, impegnato anche nella nostra Regione in un difficile processo di razionalizzazione delle risorse che in qualche caso fatica a conciliare disponibilità del personale, gestione organizzativa ed esigenze sindacali con la qualità del servizio messo a disposizione dei donatori.

La crisi delle donazioni, per fortuna, a Verona non c’è stata e questo grazie all’impegno dei volontari, sì, ma anche alla continua campagna promozionale che Fidas e altre associazioni (AVIS, ad esempio) fanno su tutto il territorio. Il loro continuo appello è fondamentale per garantire il fabbisogno di sangue (ed emocomponenti), in costante aumento. Con la crescita dell’età media della popolazione, infatti, aumentano le conoscenze mediche e le conseguenti cure: si pensi ai trapianti – fino a pochi decenni fa inimmaginabili e oggi all’ordine del giorno – per i quali è fondamentale la trasfusione di sangue (in alcuni casi è possibile ricorrere all’autotrasfusione, ma non è sempre sufficiente).

All’appello delle associazioni aggiungo il mio, perché donare è più che importante, è indispensabile e lo può fare sia chi ha un lavoro, sia chi è disoccupato, studente, tirocinante, giornalista precario sottopagato, stagista, cocopro (esistono ancora?) e addirittura chi è deputato – sempre ammesso che non sia strafatto di coca (ogni riferimento a fatti di cronaca recente è puramente voluto e non casuale).

Se avete dubbi e/o domande sulla donazione potete: a. visitare i siti della Fidas o dell’Avis; b. andare direttamente in un centro trasfusionale e chiedere ai medici; c. scendere in piazza domenica 7 ottobre, in occasione della III Giornata Nazionale Fidas. Troverete, infatti, centinaia di volontari pronti a convincervi che donare sangue, plasma o piastrine, non solo è utile, ma anche bello.

464.913 pollici verso l’alto. Tanti sono i donatori associati FIDAS che domenica 7 ottobre si daranno appuntamento in diverse parti d’Italia per condividere l’appartenenza alla FIDAS.
Blood Donors – Thumb Up è l’invito ideato per celebrare coralmente i donatori delle 73 Associazioni federate e stimolare una riflessione sull’importanza del dono del sangue non solo per quanti sono già sensibili a questa forma di volontariato, ma anche per le nuove leve, giovani in particolare.



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