Mare Deserto, i migranti lasciati morire dalla Nato

Speciale Premio Ilaria Alpi: Mare Deserto.

Mare DesertoÈ il marzo del 2011, la Nato ha attaccato Gheddafi. In Libia è appena iniziata la guerra.

72 migranti, tra cui una ventina di donne e due bambini, si imbarcano verso Lampedusa. Durante la traversata nel Canale di Sicilia, il gommone finisce in avaria. Ma, nonostante la richiesta di soccorso, nessuno interviene. Né la Guardia Costiera Italiana, né le decine di navi da guerra della Nato presenti in quel tratto di mare. Un elicottero militare getta ai naufraghi un po’ d’acqua e biscotti, poi scompare e non fa più ritorno. Lasciati in balia del mare per due settimane, muoiono 63 dei 72 passeggeri.

Per mesi la Nato ha negato ogni coinvolgimento, fino all’inchiesta condotta dalla trasmissione Falò – della Radiotelevisione svizzera (RSI) – che ha raccolto le testimonianze drammatiche dei 9 sopravvissuti (Abukurke, Bilal, Dan Haile, Maryam, Khabbadi, Filmon, Mohammed, Elias, Girma), costringendo la Nato ad ammettere di aver ricevuto il segnale di allerta della Guardia Costiera Italiana.

Mare DesertoIntanto, il Consiglio d’Europa ha aperto un’inchiesta per far luce su questa tragedia e su tutti quei migranti scomparsi nel Mediterraneo (si parla di circa duemila persone) mentre tentavano di scappare dalla guerra in Libia.

Mare deserto, questo il titolo del reportage di Emiliano Bos e Paul Nicol, ha vinto la XVIII edizione del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi, nella categoria Miglior Reportage Internazionale.

L’inchiesta Mare Deserto è stata trasmessa martedì 24 aprile nella sede del Consiglio d’Europa a Strasburgo. In occasione della riunione plenaria dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa – di cui anche la Svizzera fa parte – è stato approvato il rapporto della senatrice olandese Tineke Strik sulle responsabilità per i profughi abbandonati nel Mediterraneo durante la guerra in Libia. Il rapporto del Consiglio d’Europa – utilizzando anche elementi emersi dall’inchiesta RSI – è riuscito a individuare una serie di errori e di responsabilità.

© Falò – RSI
Fonte: Youtube



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