Ztl, non tutti i cittadini hanno uguali abitudini

ztlMartedì 7 agosto, è stata pubblicata sulla Nuova Sardegna la lettera di una concittadina, la signora Bruna Contini, “rattristata per la situazione in cui si trova il centro della nostra amata città”. Pensiero lodevole e condivisibile, se non fosse accompagnato da deduzioni, per molti aspetti, inquietanti e con picchi di assurdità talmente elevati da far quasi sperare in un tentativo di ironia malriuscito.

La signora Contini afferma, infatti, nel suo accorato richiamo alla realtà, che “non sarà certo il sindaco Ganau a cambiare la mentalità dei sassaresi, abituati a parcheggiare la macchina fuori dal negozio” e sottolinea quanto sia piacevole sostare con l’auto in doppia fila, per una “rapida” chiacchierata con l’amico intravisto casualmente al bar. Dichiarando, di fatto – si spera inconsapevolmente – che: la maleducazione, la totale assenza di senso civico, la violazione del codice stradale e, per riassumere in un solo concetto, l’assoluto disprezzo delle regole facciano parte dell’immutabile mentalità sassarese; come fossero caratteristiche innate e non semplicemente il frutto di decenni vissuti all’ombra di politiche permissive e accondiscendenti, che hanno portato il cittadino medio a credere di poter mettere la propria arroganza e i propri interessi personali al di sopra del benessere collettivo.

Affermazioni che da sassarese, convinta delle reali potenzialità di sviluppo della propria città e che nel suo piccolo (molto piccolo) cerca di dare il proprio contributo, non possono che offendermi profondamente.

Seguendo la “logica” del ragionamento della signora Contini, noi cittadini desiderosi di vivere in un luogo a misura di tutti, dovremmo tollerare questa “cultura” – spesso ai limiti dell’illegalità – quasi come facente parte di una tradizione secolare impossibile da sradicare; e – per la stessa “logica” – dovremmo magari anche abbassare la testa di fronte a quelle “sciocchezze” da attribuire alla natura del sassarese e da accogliere, quindi, con un sorriso quasi compiaciuto: il vandalismo ai danni dei monumenti, la sporcizia delle strade, la distruzione di opere a soli pochi giorni (se non ore) dalla loro costruzione.

Per non far morire il centro cittadino, secondo il pensiero della signora Contini, dovremmo dunque mantenere lo status quo e non ostinarci a immaginare una città al passo con tutti gli altri centri urbani d’Italia, d’Europa e del mondo.

ztlLa concittadina dichiara, da un lato, di amare Sassari e di essere preoccupata per le sue condizioni e, dall’altro, di trovare piacevoli abitudini incivili – causa di quelle condizioni – che la tengono indietro di decenni rispetto ad altre realtà italiane.

Contraddizione oltremodo incomprensibile, come lo è del resto il motivo per il quale dovrebbe preferire spendere fino a 50 euro di benzina per andare a comperare un paio di scarpe ad Olbia, piuttosto che spenderne 1,20 nei parcheggi intorno al centro storico della sua tanto amata città. Denaro peraltro rimborsato dalla maggior parte degli esercenti operanti nel, cosiddetto, “centro commerciale naturale”.

Non è forse anche questo un “ragionamento” da tipica mentalità sassarese? Quella di chi disprezza a prescindere qualunque iniziativa venga promossa e attuata nella propria città, per poi tessere le lodi delle medesime pratiche realizzate in altri centri urbani. O forse la signora Contini ignora che la Ztl sia presente anche ad Olbia.

Personalmente, mi rifiuto di credere che la maggioranza dei sassaresi sia vittima di questo modo di pensare e ritengo, invece, che sia stanca di vedere lo sviluppo di questa città ostacolato da polemiche, spesso, palesemente strumentali e motivate con argomentazioni eccessivamente imbarazzanti. Come penso sia stanca di sentir definire la propria città un desolante “grande paesello”, da persone totalmente incoscienti del fatto che a renderla tale è soltanto la loro mentalità provinciale.

versione originale della lettera a La Nuova Sardegna, 12 agosto 2012



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