The Newsroom, ovvero “l’America non è il più grande paese del mondo”

The Newsroom in onda su HBO

Le vicende di The Newsroom si svolgono all’interno dell’immaginario network televisivo Atlantis Cable News (ACN) e vedono protagonista il talentuoso e burbero anchorman Will McAvoy (interpretato da un impeccabile – termineacaso – Jeff Daniels), la produttrice esecutiva – reduce da un’esperienza embedded – Mackenzie Hale (Emily Mortimer in tutto il suo… british accent) e la redazione del notiziario News Night.

L’episodio pilota di The Newsroomtrasmesso dal network HBO, si apre con il protagonista – solitamente evasivo e un po’ paraculo (perché solo così si arriva al successo) – che, durante un dibattito all’università, sbrocca osando affermare che “it’s not the greatest country in the world”, l’America. Ovvietà che, si sa, tende sempre un po’ a sconvolgere gli animi statunitensi, almeno telefilmicamente parlando (fingiamo di credere che nella realtà siano perfettamente consapevoli di ciò).

La trama ruota poi intorno alle conseguenze di questo sclero momentaneo: rischio di licenziamento, staff che abbandona la nave prima del naufragio, capo che ancora ci crede eccetera; fino al momento clou dell’episodio… il disastro della BP con l’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. E via con gli scoop, gli approfondimenti, l’idealismo e il giornalismo verità.

Debutto da 2.1 milioni di spettatori per The Newsroom

Tirare le somme dopo una sola puntata è pressoché impossibile, come anche prevedere i risultati delle prossime. Gli ingredienti per il successo non mancano: dialoghi brillanti, ritmo incalzante, ottimo cast e bla bla bla vari che probabilmente sono già stati menzionati da tutti coloro che la critica televisiva – al contrario della sottoscritta – sanno farla.

Il cast di The NewsroomC’è chi scommette sul “sarà una bomba” perché, insomma, stiamo parlando di Sorkin che – per citare Rei – “sa scrivere, cazzo!”, chi ci “crede fortissimo”, malgrado gli aspetti negativi e chi – oltre a riconoscerle il “primato per la sigla più brutta della storia della HBO” – ci vede poca originalità.

Io dico che non conquisterà il mio cuore come quel capolavoro indiscusso di West Wing (e ho ancora tre serie da recuperare, sigh!), ma mi darà certamente grandi soddisfazioni.

Non mancherò di farvi conoscere la mia autorevolissima opinione tra dieci puntate, forse.



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