L’Africa ha celebrato la nascita del suo 54mo Stato: il Sud Sudan

Dopo decenni di conflitto civile e milioni di morti, alla presenza del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon e di una trentina di leader africani, il Sudan meridionale ha celebrato la sua indipendenza da Khartoum.

Era gennaio quando, con un risultato schiacciante (98,9%), la popolazione del sud votò a favore della secessione in un referendum per l’autodeterminazione.

Il 9 luglio, quella stessa popolazione, ha esultato per ciò che verrà storicamente ricordato come il giorno della “liberazione”.

Migliaia di persone si sono radunate nelle strade della nuova capitale, Juba, per i festeggiamenti che hanno avuto luogo nel mausoleo di John Garang, ex capo ribelle morto pochi mesi dopo gli accordi di pace, con Khartoum, del 2005.

Le celebrazioni ufficiali hanno visto, tra gli altri, la presenza dell’ex segretario di Stato Usa, Colin Powell, dell’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Susan Rice e del Sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, in rappresentanza dell’Italia.

E così, mentre ci si domanda quale sarà il futuro del Paese africano più ricco di petrolio e allo stesso tempo più povero del mondo, centinaia di profughi fanno ritorno alle loro case; mentre l’Onu prepara una missione di settemila soldati e novecento poliziotti al fine di garantire la stabilità e fronteggiare eventuali atti ostili da parte del Nord; in particolare nella regione petrolifera di Abyei, contesa tra Khartoum e Juba.

(Green Reporter)




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